Ecco dove hanno sbagliato le aziende del betting e il caso della comunicazione di Heineken

ecco-dove-hanno-sbagliato-le-aziende-del-betting-e-il-caso-della-comunicazione-di-heineken

In tutti questi anni, secondo me sbagliando, aziende (non tutte ma la stragrande maggioranza sì) e portali specializzati sul gioco, hanno fatto a gara a mostrare i muscoli, oltre che straordinari numeri di crescita, che hanno creato le basi, sul fronte opposto (quello del proibizionismo), per un “odio” sociale e politico. Non è un caso poi se, durante questo nuovo governo (pentaleghista), si sia arrivati al famigerato Decreto Dignità. Tabacco e alcol, invece, hanno tenuto un profilo molto più basso e oggi infatti l’attenzione è solo sul gioco. Sembra che il male assoluto sia giocarsi un euro sulla squadra del cuore, non distruggersi di alcol (magari la sera) o di sigarette (sempre in bella vista nei bar e tabacchi di tutta Italia). Ma oggi il male assoluto è il gioco e tutto ciò non nasce oggi, ma in questi ultimi 25 anni. Un odio che si è sedimentato nel tempo e che ha trovato nel nuovo governo a trazione pentastellata un vero e proprio “booster”. 

Ecco perché, chi si occupa di comunicazione nelle diverse aziende del gioco, dovrebbe studiare soprattutto come sta comunicando con “intelligenza” e un pizzico di furbizia il mondo del bere e la case history di Heineken lo dimostra chiaramente. 

Per la prima volta nella storia del Gran Premio d’Italia Formula Uno, ieri in pista, appena prima che si scaldassero i motori, si sono succedute due diverse iniziative ideate da Heineken (title dell’evento automobilistico) e accomunate da un unico obiettivo: regalare agli spettatori una prospettiva differente sul Gran Premio.

A pochi minuti dall’inizio della gara, è stata creata una sorta di installazione “live”: 20 camerieri, i Grid Waiters,  si sono affiancati ai piloti e ai team posizionati sulla griglia di partenza, per offrire simbolicamente a ciascuno di loro Heineken 0.0, la nuova birra analcolica di Heineken, che ha così voluto utilizzare uno sguardo diverso per sottolineare l’importanza del consumo responsabilein un contesto ideale come quello di Formula1.