eSports nel mirino del match-fixing. Facili bonus economici attraggono i giovani atleti virtuali

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Anche un match “virtuale” di FIFA o PES18 può essere quotato ed è il motivo per cui, oggi, la “piaga” del match fixing sta portando nel circuito “personaggi” singolari, che hanno come unico obiettivo truccare le gare tra videogamer. Un gioco da ragazzi, se ci si pensa, perché parliamo di atleti molto giovani di età (quindi facilmente raggiungibili), potenzialmente circuibili attraverso importanti somme di denaro. Possono infatti essere attratti da facili introiti economici semplicemente sbagliando durante la partita alla consolle.

Alterare i risultati di un torneo di eSports è che, a differenza dell’utilizzo delle cheat o dello sfruttamento intenzionale di bug del videogioco (comportamento espressamente vietato in sede di sfida competitiva – Il Posticipo.it), il match fixing è un atto illegale, che, se scoperto, può presentare il conto sotto forma di conseguenze civili e penali. Ecco perché sarebbe importante attivare corsi di formazione ad hoc per questi giovani atleti, che, nella stragrande maggioranza dei casi, non conoscono i rischi connessi a questa piaga endemica.