Fico porta a casa l’apertura per un dialogo M5S-PD. Ma adesso è tutto nella mani dei DEM: prendere o lasciare.

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“Il mandato esplorativo che mi ha affidato il presidente della Repubblica ha avuto un esito positivo, si conclude qui oggi”, ha detto il presidente della Camera Roberto Fico, al termine dell’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Aspettiamo – prosegue il presidente della Camera Fico – anche la direzione del Pd ma il concetto fondamentale è che il dialogo è stato avviato “.  “Io penso – ha aggiunto – sia importante ragionevole e responsabile restare sui temi e sui programmi che è quello che chiedono i cittadini”. 

I Dem con Maurizio Martina hanno sottolineato i passi in avanti di M5s, ma anche le diversità rispetto ai pentastellati e fatto sapere che sarà la direzione del Pd a decidere la linea da tenere rispetto al confronto avviato. Luigi Di Maio, dal canto suo, è tornato a chiudere con la Lega. “Accordo col Pd o si torna al voto”, ha detto.

“Se si riescono a fare le cose, bene. Altrimenti si torna al voto. Io pero chiedo uno sforzo al Pd”, ha detto Di Maio al termine del colloquio della delegazione M5s con Fico.

Nella realtà si apre una opportunità, che può trasformarsi, alla fine di questo percorso in un nuovo flop, e in una perdita ulteriore di giorni “preziosi”, alla ricerca di un Esecutivo da dare al Paese. Siamo a 51 giorni dal risultato delle urne e ancora non si vede la luce fuori dal tunnel. Adesso bisognerà vedere anche cosa succederà in Direzione, dove il PD chiede di partire dai 100 punti del proprio programma. Martina, segretario reggente del Partito Democratico, d’altronde è stato chiaro: non sappiamo ancora se e come si partirà in questo percorso del dialogo. Oltre a ciò molti parlamentari vicini a Matteo Renzi continuano a fare dichiarazioni di chiusura (soprattutto in tv) rispetto all’offerta del M5S. L’unica cosa positiva è che per il momento i toni si sono abbassati. Per fortuna. Tutto rimando quindi al prossimo 3 maggio, data della direzione del partito.