Fiepet Confesercenti si schiera con la giunta Toti sulla proposta di moratoria di un anno

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In alcuni precedenti post avevo parlato di “inutili crociate” rispetto alla tesi di coloro che intendono chiudere le attività del gioco sul territorio italiano, non entrando nel merito della questione, né facendo netta distinzione tra chi opera legalmente seguendo le regole e chi invece preferisce rimanere nel sommerso dell’illegalità aggirando le regole. Per questa ragione mi ha fatto piacere leggere (segue il testo dell’intervista) il “pensiero” di Paolo Barbieri, funzionario di Fiepet Confesercenti su quanto sta avvenendo in Liguria, sotto la giunta del Governatore Giovanni Toti (centro-destra).

“Non è certo con un colpo di spugna che si risolvono i problemi, ma con un’analisi strutturata e con un approccio non ideologico, entrando nel merito delle questioni” ha dichiarato a Genova24.it Paolo Barbieri, funzionario di Fiepet Confesercenti a pochi giorni dalla presa di posizione dell’associazione a favore della moratoria di un anno proposta dalla giunta del governatore Toti all’applicazione della legge regionale n. 17 del 2012 sul regolamento dell’installazione degli apparecchi da gioco in Liguria.

Come è noto, il provvedimento votato nel precedente ciclo amministrativo aveva bloccato immediatamente le nuove autorizzazioni nel raggio di 300 metri da luoghi considerati sensibili – come scuole, chiese, ospedali o altri punti di aggregazione – e determinato l’applicazione di questi stessi limiti per le slot già esistenti entro i cinque anni successivi. In assenza di proroghe da parte della Regione, dunque, questo punto della legge entrerebbe in vigore il prossimo 2 maggio e andrebbe ad incidere anche sulle attuali autorizzazioni.

“Evitiamo inutili fughe in avanti buone solo a cancellare dei posti di lavoro, nel momento in cui allo studio del governo ci sono provvedimenti che, oltre ad incrementare le occasioni di gioco, rischiano di colpire la tenuta stessa della rete commerciale – ha spiegato Barbieri -. Interveniamo sì sul fenomeno, ma facciamolo nei modi e nei tempi giusti, al fine di realizzare provvedimenti efficaci nel contrasto degli abusi e, soprattutto, evitando inutili “crociate” che avrebbero l’unico effetto di portare alla chiusura di numerose attività economiche, con la perdita conseguente di ulteriori posti di lavoro ed il proliferare dell’illegalità”.

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