FIPE pone l’indice sui rischi della riduzione dell’offerta di slot sul territorio

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Il “grido” della FIPE sui rischi connessi alla riduzione del numero delle slot (si parla per il momento del 30%), soprattutto per il fatto che questa scelta possa, per assurdo, facilitare, inconsapevolmente, le attività illecite della criminalità organizzata, dovrebbe, non solo far riflettere il mondo delle istituzioni, ma portare, in un Paese normale, ad un maggiore ascolto degli “addetti ai lavori”, cosa che, di recente, non avviene (molto spesso) nei palazzi governativi. 

La semplice riduzione delle slot machine nei bar, in assenza di un controllo sociale sul fenomeno, può diventare addirittura controproducente”. E’ la posizione della FIPE (Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi) Confcommercio rispetto alla ipotesi di riduzione del 30% del numero di slot entro fine anno. “Eliminare in modo significativo le macchine da gioco non significa che queste scompariranno dalla portata di chi le vuole usare. Questo si traduce nella loro concentrazione all’interno delle sale slot, con la creazione di mini-casinò, luoghi che potrebbero ancor di più risultare al centro degli interessi della malavita con accentramento di flussi finanziari, giocatori patologici e attività illecite. Serve una riflessione più complessa in materia, oltre le polemiche e gli interessi di categoria”. (fonte: Agimeg)