Gentiloni saluta tutti a palazzo Chigi e prepara la “campanella”

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“…Per andare fuori strada non servono cinque anni ma pochi mesi, a volte poche settimane”. E’ il monito che lancia il premier uscente Gentiloni al prof. Giuseppe Conte che si prepara a diventare il nuovo presidente del Consiglio dei Ministri (presidente Mattarella permettendo). Nonostante si parli di crescita economica, sono tanti i problemi di questo Paese ancora irrisolti e il timore di Gentiloni è che una persona poco esperta come Conte a livello politico possa soffrire la pressione (presente e futura). Dubbi che abbiamo personalmente anche noi di NonGiochiamo.it.  

“Risalire una china per cinque lunghi anni come l’Italia ha fatto – ha dichiarato il premier uscente Paolo Gentiloni –  non è semplice: purtroppo ad andare fuori strada non servono cinque anni ma pochi mesi, a volte poche settimane. Bisogna curare le ferite ancora aperte ma farlo cercando di andare avanti, mantenere qualità, responsabilità e impegni nell’azione di governo. Credo sia molto importante e sia l’unico messaggio che è giusto mandare al governo che nei prossimi giorni sostituirà quello che io ho presieduto”. “Non c’è il minimo dubbio – ha aggiunto – che i passi avanti fatti con i nostri tre governi non hanno eliminato le conseguenze delle cicatrici e delle ferite ancora aperte nella nostra società. Nella XVII legislatura abbiamo avuto tre governi: quello guidato da Enrico Letta, quello guidato da Matteo Renzi e quello guidato da me. La legislatura era nata in circostanze a dir poco complesse. Penso che a cinque anni si possa dir che comunque la si pensi dal punto di vista politico in ogni modo lasciamo un Paese con più crescita, con più lavoro, con più diritti, con i conti in ordine, più sicurezza, avendo inferto colpi molto importanti al traffico clandestino di esseri umani e avendo occupato il posto che compete all’Italia nel contesto internazionale ed europeo. Questo lavoro certamente non ha cancellato le ferite di una crisi lunghissima e il risultato delle elezioni è lì a ricordarcelo in modo serio: tutto deve fare chi governa tranne che mancare di rispetto ai risultati delle elezioni“.