Gioco d’azzardo e Opzioni binarie. Un minestrone indistinto per La Gabbia Open

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Contro il “gioco d’azzardo” c’è, da tempo, una campagna di informazione “contro”. Peccato che non si veda mai uno straccio di confronto tra operatori, al di là delle diverse opinioni.

L’ultimo episodio, ieri, in tarda serata, all’interno di uno dei servizi de “La Gabbia Open“, programma su La7 ideato e condotto dal giornalista Gianluigi Paragone (nella foto in primo piano). La novità è stata quella di mettere insieme informazioni e dati, diversi tra loro, accomunando, peraltro, gioco d’azzardo e opzioni binarie (considerate secondo la Consob molto simili alle “scommesse”). Un po’ come mettere a confronto “pere e mele”, tanto per essere pratici.

Questo perché, come capirete nel post di questa mattina, si confonde la statistica (presente sicuramente nel mondo delle scommesse) con una seria strategia operativa, come nel caso del trading. Scoprirete pertanto che la tesi di Paragone è completamente errata, come del giornalista che ha confezionato il servizio tv.

Le opzioni binarie sono uno degli strumenti d’’investimento più in voga del momento, con una crescita in termini sia di visibilità, che di nuovi utenti, in questi ultimi anni. La tesi singolare de “La Gabbia Open” è semplice: le attività di trading online sono assimilabili al gioco d’azzardo.

Giocare d’azzardo in sostanza significa “scommettere”, ossia puntare una certa somma sul verificarsi o meno di un avvenimento incerto.

In base a questa definizione le opzioni binarie ricadrebbero sotto la categoria di gioco d’azzardo, ma con loro anche qualsiasi altro strumento d’investimento mai esistito. In fondo, si legge in un interessante articolo pubblicato su Osservatoriooggi.it, ogni strumento (di trading o di investimento che sia) consente proprio questo: di investire una certa somma con l’aspettativa del verificarsi o meno di un avvenimento, nella maggior parte dei casi un rialzo o un ribasso dei prezzi.

La discriminante in questo caso è la presenza o meno di una strategia; e ancora prima, la possibilità o meno di costruire una strategia statistica vincente.

Nonostante ci possano essere tutte le buone intenzioni, non sempre e non in tutti i settori è possibile creare una strategia vincente basata sulla statistica. Per fare un esempio, il colore delle automobili che ti passeranno davanti agli occhi nelle prossime ore è un evento incerto su cui difficilmente puoi ricavare una statistica. Non essendoci statistica, è quindi impossibile creare una strategia.

Un mercato finanziario, come ad esempio il mercato Forex, nonostante abbia una componente intrinseca di casualità, consente anche di ricavare delle statistiche sui movimenti del prezzo. Lo scopo di quella che viene chiamata “analisi tecnica” è proprio questo: analizzare i comportamenti passati del prezzo per ricavarne una statistica ed una previsione per indovinare i movimenti futuri.

In questo caso, dunque, abbiamo le condizioni per poter passare da giocare d’azzardo a fare invece del trading serio. Se hai disposizione le conoscenze statistiche (il comportamento del prezzo in determinate occasioni), e le sfrutti per creare una strategia operativa, con una combinazione di segnali che deve verificarsi per l’apertura del tuo trade e con una componente di money management, allora hai una strategia operativa, e stai facendo trading, NON gioco d’azzardo.

 

 

2 COMMENTI

  • franco battaglia
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    anche il Lotto non è un gioco d’azzardo allora… sui 90 numeri sappiamo che oltre un tot di non estrazioni nessuno è mai andato, anche se in teoria una volta rimessi i numeri nel bussolotto ad ogni estrazione la possibilità è la medesima per tutti. Può vale re anche per il trading, non vale per le slots e i videopoker. Tarati appositamente affinchè sia sempre il banco a vincere.
    Direi che Crepet o non Crepet sono per la cancellazione di tutti questi ordigni che causano solo ulteriore povertà e lo svilimento del sogno vero, come leggere un libro ad esempio.

    • Marcel Vulpis
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      Il tema è molto più complesso. Io sono un “liberale” Franco e ritengo che ciascuno di noi abbia diritto di giocare come di non giocare, certamente non distruggendosi la vita. Ma questo credemi una azienda sana che lavora nel gambling/betting legale non lo promuoverebbe mai. Per me il gioco lo dice la parola stessa deve avere solo una funzione “ludica”. Non si deve giocare per vincere, ma giocare (poco) solo per divertirsi. Quanto a Crepet ha solo detto quello che come medico sia corretto dire. E’ persona seria non direbbe mai qualcosa di sbagliato, per il gusto di farlo. Quanto agli ordigni torniamo al discorso di prima, io faccio solo quello che voglio fare. Non c’è punto vendita, bar, tabacchi o dispositivo mobile che mi possa portare a diventare ludopatico. Bisogna sempre sapere quando, dove e come fermarsi. Perché allora non vietiamo da decenni gli alcolici nei supermercati? fanno meno male. Non credo. Anche lì ciascuno di noi deve sapere che un conto è bersi un bicchiere di vino un conto è scolarsi una intera bottiglia. Siamo umani e persone con testa e coscienza. Io non credo alla leggenda metropolitana del cretino “irretito”.