Gioco: la lezione che arriva dall’Inghilterra. In Italia invece si va verso il proibizionismo

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Mentre in Italia il “Decreto Dignità“, da poche settimane convertito in legge, ha lasciato nello sconforto le aziende del gioco, per i limiti imposti a livello normativo, in Spagna e Inghilterra, invece, c’è una vera e propria esplosione di contratti collegati a bookmaker. Ed è il calcio, più di altri contenitori sportivi, ad attrarre pubblicità e sponsorizzazioni di strutture di profilo internazionale. Realtà che entrano in stretta relazione con i club, riuscendo, nella stragrande maggioranza dei casi, a fare business in modo sano e ad attivare operazioni di co-marketing rivolte ai bacini di utenza. 

Nel Regno Unito operazioni di questo tipo, in occasione delle partite, sono una costante e arricchiscono il rapporto tra club, squadra e fan base. Il gioco fa parte della cultura e della vita del popolo britannico. La Lotteria Nazionale (UK National lottery), per esempio, è il principale sponsor, con i suoi contributi economici, del team olimpico. Chi acquista il tagliando della lotteria, infatti, sa di sostenere, in quota parte, il sogno a cinque cerchi di tanti giovani campioni inglesi. Più in generale, scommettere sulla squadra del cuore fidelizza il cliente-supporter e contribuisce allo stato economico del club.