Giorgetti (FI-PdL) non le manda a dire sul doppio “binario” del gioco (riduzione offerta/aumento tassazione)

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Non ha peli sulla lingua Alberto Giorgetti (nella foto in primo piano), deputato di FI/PdL, che, correttamente, quest’oggi alla Camera in Commissione Finanze ha rotto il “velo” dell’ipocrisia su quello che sta avvenendo da parte della politica ai danni dell’industria del gioco (da fin troppo tempo). Da un lato infatti si chiede, come sottolinea il parlamentare veneto, una drastica riduzione dell’offerta di gioco, dall’altro però si vive questo comparto come una “mucca da mungere” all’infinito. E’ palese che questo atteggiamento non solo è distruttivo, per non dire autolesionista, ma non genera alcun beneficio per nessun soggetto coinvolto. 

Ci troviamo in una situazione paradossale in cui c’è un’idea ormai diffusa nel Paese e nella politica di ridurre progressivamente l’offerta del gioco, ma allo stesso tempo si continuano a fare interventi di natura fiscale sul settore. Uno dei punti di equilibrio è stata sempre la fiscalità, negli ultimi due anni questo punto di equilibrio si è spostato sempre più per ottenere maggiore gettito. Da una parte bisogna ridurre il parco macchine, l’offerta di gioco complessiva, però continuiamo a presentare al Paese l’idea che la forma di tassazione sul gioco legale è sana e non presenta effetti negativi di rimbalzo sulla prospettiva dell’illegale”. E’ quanto dichiarato dal deputato Alberto Giorgetti (Fi-Pdl) in Commissione Finanze alla Camera nell’ambito dell’audizione del direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Giuseppe Peleggi, sulle tematiche relative al contrasto dell’evasione fiscale (lo riporta l’agenzia Agimeg).