Giovanni Toti (regione Liguria), finalmente un politico con un’idea sul gioco e il suo riordino.

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Confronto costruttivo tra le parti coinvolte e lavorare per un testo, a livello nazionale di riferimento, per le singole realtà territoriali, evitando che queste debbano procedere in ordine sparso e assai disomogeneo. E’ il principio da cui parte, oggi pomeriggio, il “tavolo di confronto” sul tema della ludopatia, promosso dal governatore della Liguria, Giovanni Toti (eletto da una coalizione di centro-destra nel 2015). Finalmente un “politico”, che si presenta con un’idea di partenza in testa e con la volontà di trovare un “dialogo” tra le parti coinvolte. 

La Regione Liguria infatti ha convocato, quest’oggi, a Genova “il primo tavolo sulle ludopatie per affrontare il problema del gioco d’azzardo patologico” dopo che il Consiglio regionale ha prorogato di un anno l’entrata in vigore della legge ‘più restrittiva’ approvata dall’assemblea nel 2012.

“Avevamo promesso di riunire il primo tavolo sulle ludopatie entro il mese di aprile – ha dichiarato il governatore Giovanni Toti – e così abbiamo fatto”. Il tavolo, con un confronto tra i soggetti interessati, dovrà affrontare il tema della distanze minime delle sale gioco dai luoghi ‘sensibili’, come poste, scuole o bancomat. Arrivare entro la fine dell’anno, attraverso la convocazione di sottotavoli tematici e confronti periodici, ad una proposta di legge il piu’ possibile condivisa, elaborata grazie al coinvolgimento di tutte le parti in causa.
“Il mio auspicio è che si arrivi nei prossimi mesi alla stesura di un testo a livello nazionale di riferimento per le singole realtà territoriali, evitando che queste debbano procedere in ordine sparso e assai disomogeneo. Nel frattempo, ritengo fondamentale avviare un confronto costruttivo con tutti i soggetti qui riuniti, per mettere in campo proposte concrete di mediazione tra le legittime istanze di ciascuno, così da avere un paracadute qualora il governo non riesca a approvare una legge nazionale”, ha affermato Toti secondo il quale l’obiettivo da un lato è la diminuzione dei volumi di offerta da realizzare “in modo efficiente e equo” e, dall’altro, attivare con il mondo socio-sanitario tutte le procedure utili a recuperare chi oggi è affetto da ludopatia.