Governo Gentiloni: Stangata sui Giochi per non uscire dall’Europa. La7 e IlSole24Ore danno le cifre

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Nonostante che il settore dei “giochi” abbia fruttato allo Stato italiano ben 10 miliardi di euro, in termini di gettito fiscale, il Governo Gentiloni sta ragionando su come trovare (proprio nel mercato del gambling) buona parte dei 3.4 miliardi di euro di manovra correttiva che l’Europa ci chiede entro il mese di aprile.

Le idee al riguardo non sono moltissime, anche perché ormai si è raschiato il barile, ma, incredibilmente, una delle ipotesi per la “manovrina” è proprio tassare (come ieri ha riportato il TG de La7 delle ore 13.00) le aziende del gioco, con un aumento compreso tra il 6 e il 9%. Un prelievo fiscale che dovrebbe fruttare tra i 700 e i 900 milioni di euro (sempre secondo quanto riportato dalla tv dell’editore Urbano Cairo), dopo che sui giornali (nelle settimane scorse) si era parlato al massimo di un recupero fiscale in area 300 milioni di euro.

Niente nuove tasse (sembrerebbe) sulle accise della benzina. E nemmeno ritocchi alle aliquote Iva. Ma prevedibilmente nuove tasse su fumo e giochi. La correzione è stata chiesta per evitare che l’Italia sia a rischio di violazione del Patto di Stabilità e di Crescita. Tra le misure, vi è anche l’estensione nel tempo e nel campo di applicazione della misura derogatoria relativa al pagamento dell’Iva, il cosiddetto split payment.

Secondo quanto riporta Il Sole 24Ore, “…attualmente le maggiori entrate richieste ammonterebbero a 700-800 milioni: la tassa della fortuna dall’attuale 6% fino a un massimo del 9% (100 milioni); il prelievo erariale unico di un punto percentuale sulle new slot (Awp, 200 milioni) e di un altro 0,5% sulle Videolotteries (Vlt, 100 milioni). Sul tavolo anche l’anticipo della gara per la concessione del Gratta&Vinci in scadenza nel 2019 (400 milioni). Bocciata in partenza invece l’ipotesi di aumentare di 100 milioni la base d’asta per l’assegnazione del Superenalotto”.