Governopoly: è tempo di fare i conti. Regna la matematica nelle alleanze per il nuovo Esecutivo.

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Nomi e programmi a parte, forse è tempo di fare un po’ i conti, perché, alla fine, il peso maggiore nell’analisi delle possibili alleanze collegate all’idea di un nuovo Esecutivo, l’avrà la vecchia e cara “matematica”.

Tutti parlano di Di Maio vicino a Salvini, o di Cdx pronto a strizzare l’occhio al PD del segretario reggente Maurizio Martina (anche se ieri a “Che Tempo che fa” lo stesso ha negato di potersi mai sedere accanto ad un esponente della Lega). Ma torniamo alla matematica, perché per arrivare ad un Esecutivo bisogna arrivare per esempio almeno a 316 voti.

ipotesi 1: M5S (222) + Lega (125) = 347

ipotesi 2: M5S (222) + PD (111) = 333

ipotesi 3: Centrodestra (265) + PD (111)= 376

ipotesi 4: Centrodestra (265) + M5S (222)= 487

Certamente l’ipotesi 4 è quella che consentirebbe di arrivare ad un Governo non solo stabile, ma anche duraturo (per almeno 5 anni), ma di fronte al “veto” di Di Maio (M5S) su Berlusconi (FI) sorge il primo problema. Lega e M5S (ipotesi 2) potrebbero governare tranquillamente, essendo movimenti populisti, ma questo porterebbe a due effetti: la Lega dovrebbe rompere con FI e questo impatterebbe anche a livello di governi regionali e sarebbe comunque il partner “junior” del M5S. PD e 5S ci sembra l’ipotesi meno forte: troppe divergenze programmatiche e di stile politico e poi Matteo Renzi controlla almeno il 70% dei parlamentari Dem eletti. Difficile almeno sulla carta. Cdx+PD potrebbe nascere se non fosse Salvini il leader provvisorio della coalizione. Insomma è un bel problema ancora tutto da risolvere. E il tempo scorre purtroppo velocemente.