Grasso (LeU) chiede una Commissione parlamentare sulle infiltrazioni mafiose nel gioco. Ma ad essere coinvolto è solo quello illegale.

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E’ partita, non senza alcuni intoppi e mal di pancia tra i diversi partiti, la XVIII legislatura nella storia della Repubblica italiana. Ad oggi sono state depositate centinaia di proposte di legge (coinvolgendo a vario titolo diversi settori), con un certo “interesse” per il settore dei giochi.

Uno di questi porta la firma del senatore di Liberi e Uguali (LeU), Pietro Grasso (ex n.1 del Senato nella precedente legislatura). Il parlamentare ha presentato un disegno di legge, che prevede l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere in quanto operanti nel territorio nazionale, per la durata della XVIII legislatura, ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione.

Nel mandato della Commissione rientrerà, in linea di continuità con il lavoro della scorsa legislatura, l’approfondimento dei mutamenti e delle trasformazioni del fenomeno mafioso in tutte le sue connessioni, comprese quelle istituzionali, con particolare riguardo alle nuove modalità di azione mediante condotte corruttive o collusive; il rapporto tra mafia e politica (…); la presenza nel settore del gioco d’azzardo lecito ed illecito. La Commissione dovrà riferire alle Camere al termine dei propri lavori, nonché ogni volta che la Commissione lo ritenga opportuno e comunque annualmente”.

Secondo Grasso, infatti, è diventata sempre più preoccupante la capacità della malavita organizzata di infiltrarsi in settori dell’economia legale, tra cui il gioco d’azzardo e le scommesse, “reinvestendo così gli ingentissimi profitti ricavati dal traffico degli stupefacenti e da altre attività illecite”.

Se l’idea del senatore Grasso (LeU) può anche avere senso, in linea di principio, la storia parlamentare del nostro Paese ci ricorda che, quando si arriva alle Commissioni di Inchiesta, il tema in esame, non si sa perché, si impantana. Si perde infatti lucidità e velocità di azione. Forse servirebbero altri tipi di attività di inchiesta (ma fuori dal Parlamento). Oltre a ciò è sbagliato parlare di inchiesta su fenomeni di infiltrazioni criminali nel gioco legale, perché qui l’unico aspetto da valutare è il gioco illegale e quello irregolare. Chi opera nel nostro settore seguendo le regole non è assolutamente toccato da queste infiltrazioni, che invece riguardano solo chi non segue le regole aprendo magari punti “fisici” senza autorizzazioni e lì magari riciclando denaro sporco. E’ assolutamente sbagliato, ancora una volta, mescolare gioco pubblico lecito e regolamentato con quello illegale.