Grasso (Senato) ci dà ragione. Le infiltrazioni della criminalità nel Paese non sono una novità

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“Nulla di nuovo, a mio giudizio, sul fatto che ci siano infiltrazioni di ‘Ndrangheta nelle amministrazioni pubbliche. Il problema che viene sottolineato nella relazione di Roberti è che ci siano meno atti violenti e piu’ collusioni con l’imprenditoria e negli appalti. E’ un fenomeno che abbiamo valutato tante volte e se i magistrati dicono che c’e’ un’ulteriore aggravamento, dobbiamo trovare le contromisure”. Lo ha dichiarato il presidente del Senato, Pietro Grasso (ex magistrato siciliano) commentando con i giornalisti la relazione della Dna presentata dal procuratore Franco Roberti.

Sempre durante la stessa relazione in commissione Antimafia, la presidente Rosy Bindi aveva manifestato il suo “stupore” per la presenza dell’ndrangheta in tutti i comparti economici del Paese, incluso il settore dei giochi. Come “NonGiochiamo.it” avevamo espresso due semplici opinioni dettate dal buon senso: a) non c’è da stupirsi (e lo confermano le parole di Grasso), perché è chiaro che l’ndrangheta, come qualsiasi organizzazione malavitosa, cerca di entrare dove gira denaro (quindi anche nel comparto dei giochi). B) Non si può parlare, come ha fatto la Bindi, in questo caso di gioco in “generale”, ma di infiltrazioni nell’area del gioco illegale, che esiste nel Paese e che non è in alcun modo assimilabile a quello regolamentato e lecito.