Gravina il candidato unico “liberale” in FIGC. Chiederà al Governo modifiche Decreto Dignità

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E’ sufficiente leggere un passo del programma di Gabriele Gravina, candidato unico alla presidenza della FIGC, il prossimo 22 ottobre, per capire immediatamente che il dirigente classe ’53 ha le idee ben chiare su diversi temi nel programma di rilancio della Federcalcio che lo aspetta un minuto dopo l’elezione.

E a conferma di ciò c’è la volontà del futuro numero uno della Federcalcio, di “spendersi” per le aziende del calcio, che, dopo il prossimo 1° gennaio 2019, rischiano di dover rinunciare agli introiti da sponsorizzazioni, come previsto dall’impianto normativo del Decreto Dignità (fortemente voluto dal vice-premier Luigi Di Maio). Il tema è la tutela degli investimenti della serie A e delle altre leghe professionistiche (e più in generale dello sport), che Gravina ha tra i punti del suo programma per l’elezione del 22 ottobre. Il dirigente (oggi presidente Lega Pro), esperto di marketing, punta ad incontrare il Governo per trovare soluzioni che possano tutelare gli investimenti sponsorizzativi di club, leghe e federazioni.