I piemontesi si ribellano alle rigide regole sul gioco imposte dal governatore Chiamparino

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I piemontesi si “ribellano” alle direttive regionali in materia di gioco e, più in generale, alla pratica “negativa” del distanziometro. Risulta da una indagine dell’istituto di ricerca Quaeris (presentata ieri in un convegno a Torino), confermando, di fatto, l’approccio sostanzialmente liberale e votato al “libero mercato”, di questa specifica comunità. Quello che sta avvenendo in Piemonte infatti va contro qualsiasi regola di buon senso e di libero mercato. Solo il governatore Chiamparino non lo comprende. Speriamo che questi dati lo possano aiutare quantomeno a riflettere per il futuro. 

Al convegno “Liberi di scegliere – Basta proibizionismo” che si è tenuto ieri a Torino (all’interno dello spazio “Torino Incontra”), organizzato dalla Fit, Sts e Istituto Friedman, è stata presentata l’analisi demoscopica “I Piemontesi ed il gioco d’azzardo” a cura di “Quaeris, market and social research”. Tra i dati presentati più significativi vi è il 59% dei piemontesi che si oppone alla logica del distanziometro ed il 71% alle limitazioni degli orari di apertura e chiusura dei locali dove si offre gioco. Inoltre circa il 56% del campione evidenzia che l’amministrazione regionale non sta operando nella maniera giusta verso il fenomeno del gioco d’azzardo patologico.