Il “cappotto” con il Barça B costa caro a 5 tesserati dell’Eldense. Al momento scarcerati, ma in attesa di giudizio

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Brutta storia quella dell’Eldense, che riaccende in Spagna il tema mai “sopito” del calcioscommesse (con particolari addentellati in Asia). La magistratura iberica avrebbe acceso i riflettori e intende vederci chiaro, perché Eldense-Barça B giocata sabato scorso potrebbe essere solo una delle 5 gare sotto indagine.

Scarcerati, ma in attesa di giudizio, i due italiani e i tre spagnoli coinvolti nel presunto scandalo di calcioscommesse del Club Deportivo Eldense (società della Segunda B spagnola – attualmente ultima con appena 13 punti), che ha perso per 12 reti a zero con il Barça B.

“Nessun legame con il crimine organizzato. E’ un incubo”, ha dichiarato il dirigente Nobile Capuani. Quest’ultimo però è stato sottoposto ad una serie di misure restrittive: non può infatti lasciare l’Unione Europea.
“Non ho niente a che vedere con il crimine organizzato (tra le ipotesi allo studio un coinvolgimento di soggetti legati alla ‘ndrangheta e operativi in Spagna): lo giuro sui miei figli”, ha dichiarato Capuani a Radio Cadena Cope. “E’ un incubo, sono sicuro di non avere nulla a che fare con questo”, ha aggiunto l’allenatore Filippo di Pierro (rimosso dall’incarico e sostituito nelle ultime ore da Francisco Ruiz Casares). Secondo la stampa locale cinque partite, compresa quella contro il Barca B, sarebbero state truccate per favorire le scommessem illegali sul calcio in Asia.

I cinque – oltre a Capuani e di Pierro, il tecnico Fran Ruiz, i giocatori Mickey Fernandez e Nico Chafer – restano indagati per i presunti reati di associazione illecita e corruzione fra privati ha precisato il tribunale superiore di giustizia di Valencia. I tre spagnoli non possono lasciare il territorio nazionale, i due italiani uscire dall’Ue. (fonte: Repubblica.it)