Il Codacons si sostituisce, con un test “fai da te”, allo psicoterapeuta

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Il Codacons lancia l’autodiagnosi per soggetti potenzialmente ludopatici e di fatto si trasforma in medico, anzi in web-psicoterapeuta. Se l’idea può anche essere considerata affascinante o accattivante sotto il profilo marketing, trovo quantomeno singolare che un portale di informazione/sensibilizzazione, di fatto (come chiaramente non può non sottolineare lo stesso Codacons,  si sostituisca al lavoro di uno psicoterapeuta.

Deve essere infatti chi ha competenze medico-scientifiche a poter valutare l’eventuale ludopatia, altrimenti una buona idea, in linea di principio, può causare anche effetti negativi su persone, che, autonomamente, dovessero fare il test e si dovessero scoprire “ludopatici”, magari anche senza esserlo, nel silenzio di una stanza o senza appunto un ausilio medico-scientifico accanto. Non si capisce poi, avendo fatto io stesso il test, per prova, dove finiscano questi dati e come vengano valutati, catalogati, ecc. 

Ma entriamo nello specifico del progetto targato Codacons.

Nell’ambito del progetto sulla ludopatia Attenti al gioco! il Codacons ha pubblicato sul web un test “fai da te” per aiutare i cittadini a capire se il proprio modo di giocare con lotterie, Gratta & Vinci, slot machine, videopoker e altri concorsi a premio sia corretto o pericoloso.

Si tratta di un test, secondo il Codacons, estremamente utile (ma assolutamente inutile visto che non c’è un ausilio/supporto medico neppure online a disposizione) come indicatore per capire se si hanno o meno problemi legati al gioco.

“Ovviamente solo uno psicoterapeuta può effettuare una diagnosi ufficiale…” (si legge sempre nel comunicato Codacons – quindi sono proprio loro i primi a sottolinearlo), ma grazie a questo test, elaborato dal South Oaks Gabling Screen (una matrice di 20 domande inventata sul tema della ludopatia in America molti anni fa), i giocatori possono verificare la presenza di segnali pericolosi nel proprio comportamento che possono portare nel breve periodo allo sviluppo di forme di dipendenza da gioco, e così intervenire con tempestività per tutelarsi.

Tutti gli utenti, si legge ancora sul comunicato, che vogliano eseguire il test di “autodiagnosi” possono collegarsi al sito www.attentialgioco.it e seguire le istruzioni riportate. Manca però l’elemento più importante: quantomeno un numero verde dove collegarsi per parlare con uno psicoterapeuta post test. Io avrei fatto così! Altrimenti mi sembra una bella idea marketing, ma per certi versi con molti rischi connessi (proprio sotto il profilo psicologico) post test.