Il comune di Rimini sulla pubblicità del gambling fa harakiri

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Questa proprio ci mancava. L’assessore al Bilancio del comune di Rimini, Gian Luca Brasini, ha preso una decisione, per certi versi senza senso, giocando ancora una volta sul “feticcio” della sensibilità o della ludopatia, generando di fatto un mancato introito per le casse della sua municipalità. Si è attaccato ad un “codicillo” di accordo tra IAP e ANCI, ma, di fatto, penalizza il “Libero Diritto” delle aziende del gioco di auto-promuoversi. Speriamo che resti quantomeno un caso isolato, anche perché se vedo su un cartellone adv di una azienda che mi propone per esempio un gratta e vinci o il Superenalotto questo non determina assolutamente un impulso folle a giocare. Ma ormai siamo alla “caccia alle streghe”…quindi non c’è da stupirsi. 

Si legge nel suo atto: “…Garantire un’attività pubblicitaria rispettosa della sensibilità, delle fragilità e della dignità delle persone e vietare le comunicazioni commerciali che pubblicizzano i giochi d’azzardo sugli immobili di proprietà o gestione comunale, e su quelli dati in concessione o affitto a terzi”

Sono queste le principali novità inserite nel “Regolamento per la disciplina degli impianti di pubblicità e propaganda e degli altri mezzi pubblicitari sulle strade e sulle aree pubbliche e di uso pubblico” del Comune  di Rimini, illustrato e approvato dalla I Commissione Consiliare. Insieme ad esse è previsto  anche il divieto di sponsorizzazione comunale per qualsiasi forma di attività legate a forma di pubblicità contrastante con il codice Iap (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria), riconosciuto da un patto di intesa siglato con l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che prevede una comunicazione commerciale onesta, veritiera e a tutela del pubblico e dell’interesse generale. (AltaRimini.it)