Il Decreto Dignità impoverisce le casse dei club di calcio e lo sport in generale

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Dal prossimo 1° gennaio 2019 sponsorizzare la maglia di un club di calcio, basket, volley, o di qualsiasi altra disciplina sportiva, con il marchio di un’azienda dell’industria del gioco, sarà sempre più difficile, oltre che contrario alla legge vigente. Un colpo alle finanze delle società e delle Leghe, visto che il “gambling”, nelle sue diverse forme, vale il 20% medio delle entrate commerciali dello sport tricolore e, quest’anno, solo in serie A, tra pubblicità e sponsorizzazioni, peserà per più di 30 milioni di euro. 

E’ in arrivo una tempesta economica, soprattutto dopo l’approvazione in Senato, lo scorso 7 agosto 2018, con 155 voti favorevoli, 125 voti contrari ed un astenuto (sotto la spinta dell’esecutivo giallo-verde), e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 186 dell’11 agosto 2018), della legge n.96 del 9 agosto 2018, relativa alla “Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto legge 12 luglio 2018 n.87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese(provvedimento conosciuto come Decreto Dignità)”. Una rivoluzione copernicana, a torto o a ragione, fortemente voluta dal ministro del Mise e Lavoro, Luigi Di Maio.

Stretta sul gioco d’azzardo

Nello specifico, il provvedimento in oggetto prevede che slot e videolottery (Vlt) debbano essere dotati obbligatoriamente di lettori di tessera sanitaria per non consentire il gioco ai minorenni, con sanzioni di 10 mila euro per ogni apparecchiatura non a norma. Ma soprattutto, viene confermato il divieto di qualsiasi forma di pubblicità, anche “indiretta” (inclusi i messaggi diffusi attraverso i social ed Internet), relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, ad eccezione dei contratti di sponsorizzazione e di pubblicità stipulati prima dell’entrata in vigore delle norme in oggetto. Le eventuali violazioni comporteranno multe dal 5% al 20% del valore della sponsorizzazione. In ogni caso, non inferiori a 50 mila euro.

Dal 1° gennaio 2019, inoltre, saranno “bannate” tutte le forme di sponsorizzazione, con divieti totali quando si arriverà al 1° luglio. Per questa data, infatti, saranno vietate tutte le pubblicità ancora attive sul territorio.

Marchi su maglie o  led e cartelloni fissi (inclusi i backdrop e i rotor presenti nei centri di allenamento) dovranno sparire completamente dal rettangolo di gioco. Un danno di visibilità e in termini di immagine per quegli operatori stranieri, che hanno, di recente, ottenuto l’autorizzazione ad operare (da parte dello Stato) sul territorio nazionale. Soggetti, è bene ricordarlo, che hanno nella pubblicità (soprattutto se online) l’unica leva per farsi conoscere dai potenziali clienti. (fonte: Tuttosport)