Il GAP trattato con i flash-mob, anzi con gli SlotMob. Senza parole…

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Si è tenuto ad Alessandria il terzo SlotMob, a conclusione del Progetto “Io non gioco: una scommessa vincente”. L’iniziativa ha previsto la discussione sui rischi per la salute del gioco d’azzardo patologico (GAP) e sugli obiettivi raggiunti dal progetto che coinvolgeva i locali che hanno scelto, per ragioni etiche (si legge sul Velino.it), di non installare slot machines rinunciando, quindi, agli introiti derivanti dal gioco d’azzardo. All’interno dell’evento era previsto un momento di dibattito pubblico, alle 20,30 in sala Ferrero del Teatro Comunale a cui sono stati invitati i rappresentanti di tutte gli schieramenti politici che comporranno il futuro Consiglio comunale per parlare anche degli strumenti che l’amministrazione ha a disposizione per il contrasto al Gap e su come intenderanno affrontare il problema a Palazzo Rosso.

Anche questa news conferma l’approccio fortemente “proibizionista” che c’è nel mercato italiano. Cosa vuol dire, scusate, parlare di esercenti che hanno deciso di non installare slot machines “per ragioni etiche”? Già scrivendo così si dà, di fatto, un giudizio di merito (e non è corretto) sia su questi operatori del settore, sia su chi, invece, ha deciso di installarle (nel rispetto delle norme vigenti previste dalla legge italiana). Perché questo è il punto: questi operatori, come altri, hanno deciso di investire nel mercato del gioco “lecito”, quindi, di conseguenza, non fanno nulla di irregolare. Eppure passano sui giornali neppure fossero dei delinquenti. Chi non decide di aprire una sala con slot machine, invece, è una persona perbene per non dire “santo”. A me sembra che si stia scadendo nel ridicolo. Poi questa cosa dello “slotmob” fa veramente sorridere. Ma a cosa serve nel concreto? E’ così che pensate, voi “benpensanti” e “perbenisti”, di trattare il problema del GAP? L’unica cosa seria è stata quella di invitare tutti i rappresentanti dei gruppi politici, ma questi ultimi l’hanno fatto solo perché sono in campagna elettorale. Altrimenti tutta questa volontà di dialogo sarebbe crollata miseramente e infatti lo vedremo subito post amministrative ad Alessandria.