Il Governo va fuori tema nel DL Sicurezza delle città. Che c’azzeccano i Giochi?

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Si torna a parlare di giochi e la tematica finisce anche nel DL in materia di sicurezza delle città, come se questo i giochi fossero da normare all’interno della macro-questione della sicurezza. A me sembra una scelta quantomeno singolare, per non parlare di forzatura vera e propria. 

Che ci “azzeccano”, scusate l’ironia, i “maggiori poteri ai sindaci in materia di orari di apertura e di dislocazione delle sale”, in questo DL? Per me nulla, ma qualche “manina fatata” gira per il mondo della politica e il proibizionismo dilagante cerca questo o quel provvedimento per parlare in tutte le salse di gambling e di limitazioni del settore. 

L’Aula del Senato ha rinnovato la fiducia al Governo approvando, in via definitiva, con 141 voti favorevoli, 97 contrari e due astenuti, il provvedimento di conversione in legge, con modificazioni, del Dl in materia di sicurezza delle città, nel testo identico a quello licenziato dalla Camera, sul quale il Ministro per il rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, aveva posto la questione fiducia.

Preclusi una decina di emendamenti sui giochi, la maggior parte a firma del senatore Giovanni Endrizzi (M5S), che chiedevano maggiori poteri ai sindaci in materia di orari di apertura e di dislocazione delle sale.
Precluso anche un ordine del giorno, sempre presentato da Giovanni Endrizzi (M5S-nella foto in primo piano), che impegnava il Governo a prevedere «che il Sindaco possa regolare gli orari, l’ubicazione e le modalità di esercizio di tutti i giochi pubblici in denaro offerti dietro concessione statale e regolati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli», «che i Comuni possano autonomamente limitare la distribuzione sul territorio dei luoghi in cui si esercitano giochi pubblici» e «ad attenersi, in sede di Conferenza unificata, al rispetto dell’autonomia normativa e regolamentare di Regioni ed enti locali in materia di contrasto all’azzardopatia, in modo da garantire e preservare la normativa regionale vigente, con particolare riferimento alla possibilità di introdurre limiti di distanza dei punti di offerta di gioco dai luoghi sensibili anche in misura maggiore rispetto ai limiti eventualmente fissati a livello nazionale». – Agipronews