Il ludopate si cura con l’asino. L’idea (è vera, non un gioco) porta la firma di Codacons

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Mi hanno girato questo comunicato che riguarda un nuovo progetto del Codacons (Il Gioco con l’Asino non è un Azzardo) sul tema delle azioni terapeutiche collegate al problema della ludopatia. Sono rimasto sconcertato sia dall’idea, sia dalle realtà che hanno deciso di investirvi, perché sono sinceramente molto dubbioso che un asino o la pet-therapy possa aiutare un ludopate. A me sembra che ormai attorno alla ludopatia ci siano tante iniziative (un po’ troppe e spesso scoordinate), ma chi ne certifica concretamente l’efficacia? Quanto viene investito sul progetto in esame? A queste due semplici domande mi piacerebbe che qualcuno prima o poi rispondesse. Mi inquieta poi questa frase (ai lettori il commento in silenzio): “…L’asino con le sue caratteristiche etologiche, fisiche, comportamentali e simboliche rappresenta un facilitatore alla Relazione, e la relazione con l’asino è il mezzo, lo strumento della terapia”.

Di seguito testo comunicato Codacons.

Un innovativo progetto per combattere la dipendenza da gioco verrà presentato dal Codacons a Roma il prossimo 9 giugno. Si tratta di una iniziativa volta ad utilizzare la pet-therapy – già riconosciuta a livello internazionale per il sostengo di bambini autistici o soggetti con disabilità – per aiutare i cittadini che hanno sviluppato forme di dipendenza da gioco.
Il progetto “IL GIOCO CON L’ASINO NON E’ UN AZZARDO” finanziato dalla Fondazione Intesa SanPaolo e realizzato dal Codacons in collaborazione con S.I.I.Pa.C e RETE ITALIANA IAA (Interventi Assistiti con gli Animali), si propone di utilizzare l’Onoterapia, ossia gli asini, per ottenere risultati sul piano della comunicazione. Il giocatore d’azzardo patologico è nella maggioranza dei casi un individuo che ha perso il piacere di relazionarsi con gli altri, ha spesso problemi sociali e familiari e si trova in una condizione di solitudine. L’onoterapia per le sue proprietà terapeutiche e per la caratteristica forma di comunicazione che si instaura tra l’utente , l’operatore e l’asino, può essere un grande supporto per il giocatore patologico nel suo obiettivo di riconquista dell’autostima e del riconoscimento sociale. L’asino con le sue caratteristiche etologiche, fisiche, comportamentali e simboliche rappresenta un facilitatore alla Relazione, e la relazione con l’asino è il mezzo, lo strumento della terapia.