Il M5S si scaglia contro le pubblicità del gioco travestite da post di blog/social

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Il Movimento5Stelle ha presentato un’interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico (Carlo Calenda) per chiedere maggiore controllo sulle pubblicità travestite da post di blog e social network, e sostiene che questa forma di pubblicità sia utilizzata anche per promuovere il gioco legale.

Praticamente il M5S vuole entrare nella sfera della libertà di espressione costituzionalmente garantita dall’art.21. Inserire un link o un nome di una azienda non significa assolutamente fare pubblicità alla stessa. Rientra nel diritto di libera espressione del proprio pensiero, che non può essere regolamentato da alcun legge, anche perché la Costituzione è una norma da cui discendono eventualmente tutte le altre (di grado inferiore). Questo intervento dei senatori pentastellati, anche se interessante come riflessione, è molto “pericoloso” per il futuro delle nostre libertà di espressione, comunicazione e informazione. Sottovalutarlo sarebbe molto grave. Per non parlare del continuo tentativo di creare ostacoli alla diffusione di messaggi adv delle aziende del gioco, come se fossero queste ultime quelle da contrastare e non piuttosto le realtà del settore “illegali”. 

I senatori Endrizzi, Crimi, Morra e Marton spiegano che gli influencer (“utenti della rete internet con migliaia di seguaci”) “quando costoro condividono un post, una foto o un video, riescono a ricevere moltissime visualizzazioni, grazie alla fiducia dei propri fan e, secondo alcuni, alcuni tra questi utenti sarebbero addestrati a manipolare il consenso on line e incanalare le discussioni sui social network e sui forum”. Un’attività che pertanto può “essere definita in linea generale come una forma di marketing”,e a tal proposito citano la Federal trade commission statunitense che”impone a chi promuove un prodotto o un servizio in rete di chiarire il rapporto che lo lega all’agenzia di public relation o di marketing o al produttore”, con l’obiettivo non di “limitare la pubblicità on line, che è legittima, ma renderla evidente, anche attraverso l’utilizzo di disclaimer”. Gli interroganti sostengono che “tra le aziende che si avvalgono di tali forme pubblicitarie vi sarebbero anche numerose imprese del settore del gioco dazzardo lecito”.

E commentano: “Tale circostanza risulterebbe particolarmente grave, in ragione del fatto che, come noto, il gioco dazzardo è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica, e in tali casi, oltre all’assenza del disclaimer relativo la presenza di un contenuto pubblicitario, non vi sarebbe neppure quello, obbligatorio, sui rischi legati all’azzardo”. Per questo i Senatori pentastellati chiedono al Ministero dello Sviluppo Economico – riferendosi a tutte le pubblicità camuffate in generale, e non solo a quelle dei giochi – “linee guida vincolanti per le piattaforme di influencer marketing e per le aziende che intendano avvalersi dell’influencer marketing, con l’obiettivo di ribadire con maggiore forza l’obbligo di trasparenza nelle comunicazioni commerciali, comprese quelle fatte da testimonial, blogger o opinion leader, attraverso i social media”; “attivarsi presso l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, affinché sia verificata la sussistenza nei casi descritti di profili di pubblicità ingannevole”; e di “assumere iniziative, affinché ogni immagine relativa a un brand pubblicata da un soggetto legato a quel marchio, riporti l’indicazione “contenuto sponsorizzato”, uno specifico disclaimer, ove la commercializzazione del prodotto oggetto della promozione sia vietata ai minori o possa comportare rischi per la salute o di altra natura, nonché, nel caso in cui la commercializzazione di quel prodotto sia sottoposta a limitazioni secondo la normativa vigente”. Con riferimento alla pubblicità del gioco in particolare di “impedire che le suddette pratiche commerciali vengano applicate anche con la finalità di sponsorizzare e divulgare il gioco dazzardo”. L’interrogazione verrà discussa nella Commissione Industria, commercio, turismo. (fonte: AGIMEG)