il-quirinale-non-e-una-buca-delle-lettere

L’articolo 92 della Costituzione recita testualmente: “Il Presidente della Repubblica nomina il presidente del consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri“.

 Non c’è nessuna dietrologia o nessuna complessa strategia del capo dello Stato in un percorso stabilito e reso obbligato dalla Carta fondamentale. Quell’articolo della carta costituzionale significa che il processo di formazione del Governo si articola in due fasi: la prima, in cui, il presidente della Repubblica, dopo aver ravvisato, una volta sentiti i partiti, l’esistenza di una maggioranza in grado di sostenere il governo, conferisce l’incarico per formare il governo; la seconda, in cui, sarà l’incaricato – una volta sciolta la “riserva” a proporre una lista dei ministri, che deve passare al vaglio del capo dello Stato che ha il potere di nomina.
Quindi oggi al massimo uscirà il nome del possibile Premier, poi quest’ultimo dovrà trovare la sintesi tra due gruppi politici veramente molto diversi tra loro (M5S e Lega). Chi pensa quindi che Mattarella sia un semplice “notaio” sbaglia, perché accetterà il nome del Premier solo dopo aver capito se ci sono i numeri per un governo stabile in tal senso.