Il sindaco-sceriffo di Brusnengo va contro l’ordinanza sulle macchinette da gioco

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Dalla provincia di Biella un primo segnale di cambiamento e di riflessione sul tema dell’ordinanza sulle macchinette da gioco. Un sindaco di appena 2.200 abitanti, Fabrizio Bertolino (primo cittadino di Brusnengo) ha deciso di “ribellarsi” a questa ordinanza, che sta portando i gambler a spostarsi in comuni limitrofi per giocare ad orari meno stringenti.

Morale della favola? L’eventuale problema della ludopatia si sposta di qualche chilometro e l’opinione pubblica (eventualmente) è contenta del risultato. E’ così che si risolve il problema della ludopatia, ove presente? Ha ragione Bertolino: da un lato gli chiedono di fare lo “sceriffo” dall’altro di far finta di non vedere cosa accade in un altro comune magari limitrofo.

«Va bene fare gli sceriffi e imporre l’ordinanza sulle slot machine, ma non posso andare a danneggiare i miei concittadini quando altrove le regole sono diverse». Brusnengo (comune del Biellese con appena 2.204 anime) fa un passo indietro nell’ordinanza sulle macchinette da gioco presenti nei bar e locali.

La prima versione, di qualche giorno fa, prevedeva il divieto di accendere gli apparecchi sia al mattino che al pomeriggio dalle 14 alle 17. Ora le regole cambiano: il nuovo orario permette di giocare dalle 10 alle 22 in maniera ininterrotta, non si può giocare al mattino presto e alla sera tardi. Il motivo? «Siamo l’ultimo paese del Biellese a confine con la provincia di Vercelli e mi è stato fatto notare che nei centri vicini del Vercellese non vige la stessa ordinanza “anti-slot” – spiega il sindaco Fabrizio Bertolino -. Quindi il problema della ludopatia non si risolve, semplicemente chi veniva a giocare a Brusnengo va in qualche paese vicino e i nostri bar perdono clienti».  – fonte: La Stampa/Biella