Il singolare caso della Pro loco di Giussano. Ma adesso le pro loco si occupano di risolvere patologie?

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Anche la ludopatia sta diventando un’industria (quella delle iniziative di contrasto), per non dire un “business”. Ovvero i comuni, le cooperative sociali e le onlus che decidono di mettersi insieme per intercettare fondi pubblici (come nel caso della regione Lombardia) ricevono periodicamente denaro per mettere in campo azioni di contrasto alla presunta ludopatia (ove presente). Un interessante articolo di cronaca pubblicato su QuiBrianza.it, porta alla luce il progetto del Comune di Seregno, che riceverà dalla regione fondi per 30 mila euro. Fondi che, poi, saranno redistribuiti a tutti i soggetti coinvolti: appunto consorzi sociali e cooperative.
Nello specifico, leggo anche che riceverà denaro pubblico la Pro loco di Giussano. Magari mi sono perso un pezzo, ma le Pro loco adesso si occupano anche di trattamenti medico-scientifici? Perché io ero rimasto che si occupavano di turismo locale, spesso collegate ai piccoli comuni e con una logica assolutamente volontaristica. Nel pezzo viene citato il dato nazionale (12 mila pazienti da GAP), per cui se sono 12 mila negli oltre 8 mila comuni italiani, quanti potranno mai essere a Seregno? Su questo e sul singolare caso della Pro loco di Giussano ci piacerebbe che qualcuno ci rispondesse (magari rendendo pubblici il valore dei contributi destinati alla pro loco – per conoscenza da parte dell’opinione pubblica). 
di seguito il testo pubblicato su QuiBrianza.it
Il Comune di Seregno, ente capofila di una rete di soggetti pubblici e privati, ha ottenuto dalla regione Lombardia il contributo massimo, 30 mila euro pari al 65,15% delle spese ammissibili che ammontano a 46.050 euro. Secondo progetto finanziato con il punteggio più alto.
Il progetto, che si svilupperà nel corso di un anno, dal 3 luglio 2017 al 3 luglio 2018, coinvolge Seregno, Comune capofila, e i servizi sociali dei Comuni dell’Ambito territoriale. Coinvolti anche partner pubblici, “ATS Brianza” e “ASST Vimercate”, e privati, “CS&L consorzio sociale”, “Casa Del Giovane – Cooperativa Sociale”, “Pro loco Giussano” e “Atipica Cooperativa Sociale Onlus”.
“Sono orgogliosa di vedere come, in rete con gli altri Comuni e soggetti del terzo settore, abbiamo proposto idee concrete e valide di contrasto al gioco d’azzardo patologico – ha dichiarato Ilaria Anna Cerqua, assessore ai Servizi sociali e presidente dell’Ambito territoriale dei servizi sociali – Dobbiamo fermare quella che può essere definita una delle nuove droghe del terzo millennio”.
La ludopatia è una malattia di massa, con 12 mila pazienti in trattamento presso la sanità pubblica che presentano disturbi da gioco d’azzardo secondo i dati raccolti dal Ministero della Salute. Tra i 302 mila e 1 milione e 300 mila sono i giocatori patologici adulti come risulta dai dati Eurispes 2009 e che sono in crescita esponenziale. Inoltre il gioco d’azzardo colpisce in particolare i giovani, coinvolgendo quasi il 50 per cento degli studenti di scuola media superiore ed è diventata la terza industria in Italia.
Tra le azioni previste una particolare attenzione alla sicurezza e alla vigilanza. “Saranno promossi specifici percorsi formativi per gli agenti di Polizia locale. – afferma l’assessore alla Sicurezza, Giacinto Mariani – Si provvederà, in questo modo, ad organizzare dei controlli sistematici sul territorio al fine di dissuadere l’adozione di comportamenti illeciti nell’ambito dell’uso delle slot”.
Per contrastare l’emergenza, spiega l’assessore alle Politiche produttive e commerciali Gabriella Cadorin, “l’amministrazione comunale ha già messo in campo alcune iniziative come la mappatura dei punti in cui si gioca d’azzardo e la verifica della regolarità dei contratti di tutti i negozianti slot. Il contributo regionale è molto importante per poter portare avanti i nostri progetti contro questa la ludopatia”.
Le azioni “No Slot” coinvolgeranno i commercianti del territorio, come spiega l’assessore Cadorin: “Racconteremo ai commercianti le esperienze positive di dismissione di macchine da gioco da parte degli esercenti che hanno effettuato questa scelta. Perché è con gli esempi concreti che possiamo combattere la piaga del gioco d’azzardo”. (fonte: QuiBrianza.it)