In Italia i ludopatici sono una riserva indiana, ma i fondi pubblici per sensibilizzare dai rischi aumentano.

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Appena lo 0,6% della popolazione italiana ha problemi gravi con il gioco. E’ il dato europeo più basso, eppure crescono i fondi (pubblici) a supporto della prevenzione e della gestione dei cosiddetti “ludopatici”. Non è un qualcosa di veramente strano? Se il numero di persone con problemi è così residuale, perché crescono, di anno in anno, i soldi gestiti da onlus e cooperative per contrastare un fenomeno, che, dati alla mano, è così marginale? A pensare male….

Il 43% degli italiani di età compresa tra 15 e 64 anni, cioè 17 milioni di persone, nel 2017 ha tentato la fortuna almeno una volta. E’ quanto emerge da uno studio dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, che evidenzia tuttavia come il gioco sia in calo tra i giovani: nella fascia di età 15-19 anni infatti il numero di giocatori è diminuito negli ultimi anni da 1,4 a 1 milione (pari al -28,5%).

Se nella popolazione generale sono aumentati i giocatori problematici, passando dai 100.000 stimati nel 2007 (0,6% dei giocatori) ai 400.000 stimati nel 2017 (2,4% dei giocatori), i soggetti con profilo di gioco problematico diminuiscono tra gli studenti passando dall’ 8,7% dei giocatori del 2009 ai 7,1% dei giocatori del 2017.

Il dato italiano sui giocatori patologici, secondo le stime Agimeg, è tra i più bassi fra i Paesi in cui il gioco è regolamentato: i giocatori a rischio si attestano infatti intorno allo 0,6% della popolazione, un dato nettamente inferiore rispetto, ad esempio, al Regno Unito, dove si stima che oltre 400 mila persone abbiano un problema con il gioco d’azzardo (0,6%) e altre 2 milioni siano a rischio (3% della popolazione).

In Svezia, secondo i dati del Consiglio nazionale della sanità e del welfare, il 2% della popolazione ha problemi legati al gioco (circa 134.000 persone), mentre in Australia il gioco rappresenta un problema per l’1,5% della popolazione, per un totale di circa 200.000 persone.

In Spagna invece i giocatori problematici si aggirano sull’1% della popolazione. I numeri dell’Italia sono simili a quelli della Germania, dove solo lo 0,6% della popolazione (326 000 persone) può essere classificato come problematico.

La maggior parte dei giocatori problematici, il 47%, ha un reddito tra i 15mila e i 36mila euro all’anno, i due terzi ha un lavoro stabile. Il 63,7% dei giocatori totali spende mediamente meno di 10€ al mese, il 25,3% fra 11€ e 50€, l’8,7% spende fra 50€ e 200€, infine, il 2,3% spende più di 200€ al mese.

Paese % giocatori a rischio
Regno Unito 3,0%
Svezia 2,0%
Australia 1,5%
Spagna 1,0%
Germania 0,6%
Italia 0,6%