In Piemonte il “proibizionismo” fa crollare la spesa negli apparecchi (-21,6%), aumentando quella su altri giochi.

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E’ ufficiale. La “legge sul gioco” in Piemonte sta facendo crollare la spesa negli apparecchi da intrattenimento (parliamo principalmente di Slot e Vlt).

Si è passati, secondo quanto rivelato da ADM, dai 712 milioni di euro del 2017 ai 558 milioni dello scorso anno (-21,6% nel confronto anno su anno).

E’ il primo “macro” effetto della legge di contrasto alla ludopatia che, in vigore da fine 2017, prevede distanze minime tra sale giochi e luoghi sensibili, oltre ai limiti orari di accensione delle slot che hanno limitato fortemente questo tipo di offerta di gioco.

Questo “proibizionismo” nei confronti del settore degli apparecchi da intrattenimento ha generato però l’incremento della spesa nelle altre tipologie di giochi, tutte contraddistinte dal segno più. I gratta e vinci hanno registrato nella regione un +13,6% (circa 167 milioni di euro di spesa), le scommesse virtuali del +25% (15 milioni), le scommesse sportive del +9,7% (45 milioni), i giochi numerici a totalizzatore come il Superenalotto del +4% (52 milioni) e il Lotto del +2,6% (153 milioni).

Una legge quindi perfettamente inutile, perché ha travasato buona parte dei volumi di gioco su altre tipologie. Se quindi la ratio delle norme in oggetto era (eventualmente) quella di frenare il gioco, ha soltanto modificato l’approccio (al gioco) dell’utenza tipo. Sotto il profilo pratico però ha generato un danno economico agli operatori che avevano investito su slot e videolottery (con perdite certificate anche a livello occupazionale sul territorio di riferimento).