In Premier league 9 club su 20 presentano sponsor di maglia del gambling. E non è un tabù, anzi una opportunità

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Un’analisi sul business delle sponsorizzazioni nella Premier league, da me realizzata come direttore dell’agenzia Sporteconomy, oggi sul Corriere dello Sport, ha confermato il fatto che il calcio inglese e il sistema britannico delle scommesse sportive siano in generale molto più avanti ad esempio di quello italiano. Il gioco in UK è un momento “culturale” di divertimento. Nel nostro Paese ci si “scanna” (tra operatori del settore ed enti locali) per un distanziometro a 150 o 500 metri. Non è un caso se, attualmente, ben 9 club su 20 siano legati a sponsorizzazioni di maglie, per non parlare dei contratti commerciali su tutti i club, senza distinzione di blasone, dimensione e territorio. Le scommesse sportive, o il gambling più in generale, non sono un tabù, come appunto in Italia. Oggi l’agenzia Agimeg.it ha sintetizzato questo mio report sulla English Premier league (EPL) e sul pianeta gambling. 

Se in Italia tutti sembrano demonizzare e considerare peccato mortale l’abbinamento tra scommesse e mondo del calcio, in Inghilterra ne beneficia invece tutto il movimento senza alcun problema. Si sa che la Premier League è il campionato più ricco d’Europa. Basti pensare che 9 squadre su 20 sono sponsorizzate da società operanti nel settore dei giochi e delle scommesse, per un totale di 100 milioni di euro, che coinvolge anche le serie minori, di cui 48 investiti solo nella Premier League. Lo rivela un’inchiesta del corriere dello sport, targata sporteconomy.it. Eppure le nazionali si chiamano fuori: è scaduto infatti il contratto che legava il colosso Ladbrokes alle principali selezioni inglesi, dalle giovanili in poi, con una cifra da 4,5 milioni l’anno. Il dettaglio delle società locali coinvolte, invece, è il seguente: lo Swansea prende 5,1 milioni da Letou, il Crystal Palace è sponsorizzata da Manbetx con un contratto da 4,45 milioni, l’Everton, la più ricca, con 11,2 milioni da SportPesa, il Burnley con 3,34 milioni da Dafabet, il Newcastle, con il secondo contratto più ricco, percepisce 7,5 milioni da Fun88, il Bournemouth, la società più povera, prende 1,44 milioni da m88, lo Huddersfield, che prende 2 milioni da Opesports, il West Ham, con 7,25 milioni, la terza più ricca, sponsorizzata da   e lo Stoke City, l’unica società calcistica sponsorizzata da una società di scommesse con sede del Regno Unito, la bet365. Insomma, la continua crescita di questo settore riflette anche la cultura del gioco che permea la società britannica. Non a caso i bookmakers nascono proprio in Inghilterra. (fonte: Agimeg)