La “crociata” dei Gesuiti a Genova sulla moratoria alla legge regionale

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Mi ha colpito, questa mattina, un pezzo uscito sul Secolo XIX, tradizionale, storico quotidiano dell’area genovese/ligure. La notizia non è tanto la manifestazione “anti-gioco” e anti-moratoria alla legge regionale, ma la discesa in campo della “Compagnia di Gesù“, per intenderci i gesuiti. Con tanto di dichiarazione del gruppo dei gesuiti genovesi proprio sotto l’altare, al termine di una messa, come ben riferisce il cronista del pezzo. Lo stesso giornalista sottolinea come il fatto che i gesuiti siano in prima fila nella manifestazione anti-gioco nel ruolo di “animatori” è una “iniziativa forse senza precedenti“.

Premesso che i Gesuiti possono pensare e manifestare ciò che meglio credono, anche perché nella nostra Repubblica vige, per fortuna, il rispetto e la tutela dell’art. 21 della Costituzione, però, detto questo, mi sembra che si stia un po’ esagerando. Sembra veramente di essere tornati ai tempi delle “Crociate”. E la crociata nello specifico è quella contro il gioco, ripeto #aprescindere. Comunque è un articolo che fa e deve far riflettere. Cioè su come in Italia ogni potenziale discussione sia sempre intrisa di aspetti ideologico-religiosi. Alla fine parliamo di un aspetto ludico (il gioco), che dovrebbe essere visto come un momento di divertimento, non come un elemento da “demonizzare”. E invece…siamo proprio nel territorio opposto. 

Di seguito una parte di testo dell’articolo uscito questa mattina sul Secolo XIX

Il primo invito arriva dall’altare, quando la messa sta per finire: «Come Gesuiti ci sembrava giusto metterci la faccia, chi volesse prendere parte alla manifestazione trova i lumini all’uscita». Padre Francesco Cavallini, membro dell’Ordine di cui fa parte anche Papa Francesco e animatore di un’iniziativa forse senza precedenti, termina il discorso in abiti borghesi, davanti alla sede della Regione, dove sono radunati circa duecento fedeli: «Il gioco d’azzardo colpisce soprattutto i più deboli. È nostro dovere di cristiani dire la nostra».

I Gesuiti si schierano contro la giunta di Giovanni Toti e chiamano a raccolta la propria comunità: l’obiettivo della manifestazione, che si è tenuta ieri poco dopo le 22 davanti alla sede della Regione in piazza De Ferrari, al termine della funzione celebrata alla chiesa del Gesù di piazza Matteotti, è «fare pressione per convincere i politici a invertire la scelta di prorogare di un anno l’entrata in vigore della nuova legge sulla ludopatia». Una norma approvata nel 2012, che a partire da quest’anno avrebbe dovuto imporre la riduzione drastica di macchinette, soprattutto di fronte a edifici “sensibili”, come le scuole. – fonte: Il Secolo XIX

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