La lezioncina di economia (non richiesta) sul mondo del gioco

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Secondo noi il profitto deve avere un limite, ecco perché abbiamo deciso di dare l’esempio in Europa e, con l’approvazione del decreto Dignità, saremo in assoluto il primo Paese membro a eliminare pubblicità e sponsorizzazioni sul gioco d’azzardo su qualunque mezzo: stampa, tv, radio, internet. Proprio la Commissione europea, nei giorni scorsi, rispondendo a un’interrogazione di una nostra eurodeputata aveva invitato gli Stati membri a garantire a giocatori e minori un elevato livello di tutela. Per chi non osserva il divieto – conclude – avremo tolleranza zero e destineremo i ricavi delle eventuali sanzioni a un fondo per il contrasto dell’azzardopatia. Noi non siamo né numeri né giochi ma persone in carne e ossa. Ora basta. Game over”. Così ha parlato nelle ultime ore Sergio Battelli, presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera e “tesoriere” del M5S. 

Sono dichiarazioni che fanno riflettere, perché l’attuale visione del M5S del “profitto” (industriale) è molto pericolosa. Quando ci si trova di fronte ad uno Stato dirigista, che indica alle persone e alle aziende cosa è lecito e cosa non lo è, non si sa mai dove si può andare a finire. Il profitto per noi, nel pieno rispetto delle norme, non deve avere vincoli (invece). Certamente non bisogna andare contro le leggi e i principi basilari dell’etica.