La mossa azzardata del Piemonte si rivelerà un bagno di sangue per le casse

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“Se la mia lettera ai capigruppo sulla comunicazione che mi è stata fatta dal sottosegretario MEF Pier Paolo Baretta in merito alla entrata in vigore delle norme della legge regionale sul gioco d’azzardo che mettono al bando le slot è servita a consolidare il consenso intorno alla iniziativa, ben venga”. Così il governatore del Piemonte in Consiglio regionale per riferire su quanto successo, in questi giorni, e le dichiarazioni del sottosegretario all’Economia e Finanze. 

“Mi è sembrato un dovere istituzionale trasferire alla massima autorità amministrativa del Piemonte, la presidenza del Consiglio, questa tematica, alla luce delle sollecitazioni che mi arrivavano su una legge approvata unanimente. Oggi mi si accusa di coinvolgervi per trovare una posizione che aiuti la giunta a dire no alle pressioni indebite?” ha detto Chiamparino riferendosi alle richieste del sottosegretario Baretta. “Questa è l’occasione per ribadire il mio orgoglio per la legge che il Piemonte, prima di tutte le altre Regioni, ha approvato in materia di gioco d’azzardo” ha aggiunto Chiamparino.

E’ ormai tutto un gioco neppure troppo finemente politico. Stiamo per entrare nel caos di una campagna elettorale (sperando di votare a marzo), dove non ci saranno esclusioni di colpi, e adesso l’attenzione è sui gruppi di potenziale consenso. Non c’è altra ragione, se non questa, nella decisione di rendere per primi (in Piemonte) “fuorilegge” migliaia di slot (si parla di 20 mila macchine), perché l’obiettivo è venire incontro ai gruppi di sensibilizzazione (molto influenti) e di contrasto del gioco d’azzardo. Sono tanti e sono soprattutto potenziali voti. E’ inutile nascondersi dietro il dito. Alla fine è solo un mero calcolo di opportunità politica in chiave elettorale. Peccato, però, che nessuno ricordi ai politici piemontesi che questa mossa “azzardata” di Chiamparino produrrà 243 milioni di euro in meno per le casse della regione Piemonte. Peccato, perché sarebbe interessante che qualche giornale, anche locale, lo ricordasse. Così per “par condicio” nel settore dell’informazione.