La politica di Chiamparino (regione Piemonte) sul tema del gioco: due pesi e due misure

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Mi ha colpito, stamattina, leggere il post pubblicato dall’area comunicazione di As.Tro (AssoTrattenimento)* sul tema della chiusura drastica delle slot all’interno del territorio piemontese, dopo l’intervento della Regione su mandato del governatore Sergio Chiamparino (PD). Non è tanto la cifra (3,1 milioni di euro) per il piano di prevenzione, quanto, come sottolinea As.Tro, la miriade delle spese “eccentriche”.

A questo punto, di fronte alla denuncia di una associazione importante come As.Tro (che siede, tra l’altro, al tavolo confindustriale di Sistema Gioco Italia), ci aspettiamo che il Governatore Chiamparino faccia subito un dietrofront su molte di queste spese che, di fatto, vengono messe in campo con i soldi delle tasse dei cittadini piemontesi. Tradotto in italiano: non si può fare i duri con le aziende del gioco pubblico (lecito e regolamentato) e i morbidi con le strutture che si occupano dell’eventuale prevenzione, quando si sta andando in una direzione (politica) fortemente “proibizionista” rispetto al tema “gioco”. Per cui Governatore, iniziamo a tagliare anche i rami “inutili” nel piano prevenzione? Quantomeno per reciprocità. E al #SiamotuttiPiemontesi aggiungerei (e mi rivolgo ad As.Tro) #NonSiamoMicaFessi. 

Di seguito il testo di As.Tro sulla loro pagina Facebook ufficiale.  

In #Piemonte le aziende di gioco chiudono e i congegni sono spenti o rimossi, tuttavia il #pianodiprevenzione della Regione prevede lo stanziamento annuale di 3,1 milioni di euro.
Tra le spese più eccentriche troviamo:
-30mila euro per un marchio ‘no-slot’ quando -come giustamente sottolinea #MonicaCuprifi di #Jamma- ormai, tutti gli apparecchi sono messi al bando dal territorio piemontese (neanche uno schizzo di vernice di Banksy costa tanto!);
– 40mila euro per l’aggiornamento di un sito web che, ad oggi, è inaccessibile;
– 40mila euro per materiali informativi per sale gioco e esercizi commerciali quando ormai questi non possono più ospitare al loro interno apparecchi da gioco;
– 20mila euro per un numero verde regionale che informi su luogo e orari dei servizi dedicati quando queste informazioni possono reperirsi gratuitamente e agevolmente sul web;
– 28,5 mila euro per incontri con gestori ed esercenti (cioè anche noi);
– 200mila euro per il ‘concorso di idee’ per incentivare i Comuni (sperando che le idee non siano i soliti braccialetti elettronici per i ludopatici, i software per i giocatori o la sperimentazione dell’impulso magnetico stile ‘cura Ludovico’)
E noi saremmo la Lobby?
Ci piacerebbe conoscere, a tal proposito, il parere degli 11milioni di Italiani (e qualcuno sarà anche piemontese) che non possono più permettersi di pagare le cure mediche
#siamotuttipiemontesi

*Assotrattenimento 2007 è un’Associazione che rappresenta gli operatori del gioco lecito. Aderente a Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici

(fonte: As.Tro – pagina Facebook ufficiale)