La Regione Toscana stanzia 3,2 milioni di euro per la ludopatia. Ma non si conoscono le modalità di assegnazione dei fondi

la-regione-toscana-stanzia-32-milioni-di-euro-per-la-ludopatia-ma-non-si-conoscono-le-modalita-di-assegnazione-dei-fondi

E’ apparso su FirenzeToday.it una nota della regione Toscana, che parla di investimenti di contrasto alla ludopatia  nella misura di 3,2 milioni di euro per il 2017, nonostante che il numero “certificato” sia di appena 1.400 persone (sul territorio in questione). Praticamente 2.285,71 euro a ludopate. E’ vero che la regione dichiara che questi soldi saranno destinati soprattutto per prevenzione e sensibilizzazione, ma la domanda sorge spontanea: “ma non si sta esagerando”? Ormai parlare di gioco lecito è come “rappresentare” (per il fronte dei proibizionisti) una malattia, non una sfera ludica che appartiene alla libertà di qualsiasi persona. A leggere queste note politiche vengono i brividi anche perché ci piacerebbe capire a chi saranno dati questi soldi (pubblici), le modalità del bando di assegnazione del denaro e, soprattutto, quali risultati, in termini di efficacia, queste strutture possono garantire (concretamente). Questo nella nota in esame non l’ho letto. 

Attivazione del numero verde regionale d’informazione, prevenzione e ascolto, interventi di informazione e prevenzione nelle scuole e attraverso i social network, la campagna regionale ‘No Slot’, interventi di formazione, ricerca, monitoraggio. Sono solo alcune delle diciannove azioni a carattere toscano e delle ventidue a carattere territoriale che fanno parte del piano regionale di contrasto al gioco d’azzardo patologico. Il provvedimento è stato varato dalla Giunta regionale nella seduta di venerdì 14 luglio su proposta dell’assessore al Welfare, Stefania Saccardi.
Regione Toscana | Progetto “No Slot” | Prevenzione gioco d’azzardo
„L’impegno finanziario e’ di 3,159 milioni di euro. La Regione Toscana e’ impegnata da tempo in azioni di contrasto al gioco d’azzardo patologico, un fenomeno che, secondo stime dell’Ars, l’Agenzia regionale di sanita’, coinvolge 20 mila persone, anche se i ludopatici ‘certificati’ sono solo 1.400.