La Spagna ragiona con la testa e fa dietrofront sulle limitazioni annunciate sul mondo del gioco

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Il governo spagnolo ribattezzato Sanchez “bis”, attraverso un accordo di programma fra socialistie Unidas Podemos (stipulato a fine dicembre), aveva deciso di regolare e monitorare la pubblicità del gioco d’azzardo, sulla falsariga di ciò che avviene già con l’adv del tabacco. Soprattutto “Podemos” ritiene che, in Spagna, la pubblicità sia sempre più aggressiva e presente sulle reti tv e portali Internet.

Alberto Garzòn, leader di Izquierda Unida e attuale ministro del Consumo, ha annunciato, lo scorso 21 febbraio, però un ridimensionamento di questo programma di restrizioni (nei confronti del mondo del betting). Non sarà prevista la limitazione delle pubblicità su radio e tv nella fascia oraria fra l’una di notte e le 5 della mattina. Inoltre le pubblicità delle aziende di scommesse sportive continueranno ad andare in onda alle ore 20:00 in occasione delle grandi partite di calcio.

Sempre secondo Garzón, proibire totalmente la pubblicità del gioco d’azzardo e/o del gioco online (come è avvenuto in Italia negli ultimi mesi), sarebbe perfino controproducente, perché incentiverebbe, di fatto, il gioco illegale o la diffusione di portali stranieri online illegali/irregolari (i cosiddetti .com).