L’arbitro ghanese Lamptey radiato a vita. Si è giocato un’intera carriera!

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Pugno duro della FIFA soprattutto nei confronti delle “giacchette nere” (chiaramente in caso di corruzione conclamata). Ha fatto scalpore infatti, negli ultimi giorni, la “storia” di Lamptey, arbitro africano di un match valevole per i Mondiali di calcio di Russia 2018. Una sanzione esemplare, perché, giustamente, la figura dell’arbitro è sacra. Se viene meno infatti la correttezza e la regolarità di una partita, viene meno il senso intrinseco di una gara sportiva. 

Squalifica a vita, quindi radiazione. E’ questa la sanzione decisa dalla Fifa nei confronti dell’arbitro ghanese Joseph Odartei Lamptey, accusato di aver manipolato il risultato di Sudafrica-Senegal dello scorso 12 novembre, finita 2-1 per i Bafana Bafana e valida per le qualificazioni mondiali.

L’arbitro è stato riconosciuto colpevole di aver intenzionalmente alterato il risultato della partita, che ora potrebbe essere rigiocata.

Lamptey è stato messo sotto accusa per aver concesso un rigore ai padroni di casa al 43′ primo tempo per un fallo di mano inesistente del calciatore del Napoli Koulibaly (nazionale Senegal): tutti i filmati esaminati hanno dimostrato inequivocabilmente che il pallone era finito su un ginocchio e non su una mano del difensore senegalese, ma Lamptey aveva fischiato il penalty. Ora l’arbitro Lamptey avrà la possibilità di rivolgersi alla corte d’appello della Fifa e, in caso di conferma della squalifica a vita, al TAS di Losanna.