Le aziende del gioco legale sono le prime a voler contrastare la ludopatia, non il contrario

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Ha perfettamente ragione Giorgio Pastorino, presidente nazionale STS-FIT, quando afferma che non è “vietando il gioco che si ferma la ludopatia” e la sua dichiarazione ripresa dall’agenzia Agimeg va proprio in questa direzione, facendo, soprattutto, notare che la possibile chiusura di esercizi e tabaccai è l’unico dato reale che si rischia in Liguria, così come in altre parti d’Italia. Quello che manca (ed è ben evidente) è l’assenza di dialogo tra le parti, dove le aziende del gioco (legale) vengono trattate alla stregua di quelle illegali, come se fossero dei promoter della ludopatia. Quando, invece, è l’esatto contrario, perché tanti sono i “paletti” sia in fase di registrazione dell’utente/cliente e poi, soprattutto, nella gestione ordinaria, che vengono messi in campo, proprio per monitorare la “ludopatia” e fermare il fenomeno sul nascere. Non c’è alcuna azienda di gioco/betting che abbia interesse a promuovere o tantomeno a sostenere questo fenomeno patologico. Il problema per il fronte dell’anti-gioco è cercare un avversario “ideale” (le aziende del gioco legali) a prescindere, quando piuttosto l’attenzione dovrebbe andare sull’altro fronte: quello del gioco illegale, dove invece il ludopatico (potenziale o reale) viene accolto a braccia aperte.

“Nel novembre scorso abbiamo voluto fare un test in 100 tabaccherie di Genova chiedendo ai cittadini di sottoscrivere un nostro sondaggio. In soli 10 giorni si sono messi in fila oltre 5.000 cittadini che, con carta di identità in mano, hanno firmato per la loro libertà di ‘scegliere, giocare e pensare’ proprio contro le restrizioni previste dagli enti locali. Considerando 500 firme al giorno è immediato immaginare quante firme sarebbero arrivate in un lasso di tempo più ampio”. E’ quanto ha dichiarato Giorgio Pastorino, presidente STS, in merito alla legge regionale della Liguria di contrasto al gioco. “Abbiamo chiesto a coloro che hanno firmato – prosegue Pastorino – di spiegarci meglio la loro scelta ed è emerso che i cittadini sono molto preoccupati per la possibile chiusura degli esercizi e dei tabaccai sotto casa e la conseguente immediata perdita di posti di lavoro. Una preoccupazione che molti hanno continuato ad esprimere anche dopo il sondaggio. Teniamo a precisare che la legge regionale impatta su tutti i tipi di gioco pubblico, di cui le slot sono solo una minima parte. Non è certo vietando tutto questo che si ragiona in termini seri di contrasto alla ludopatia”, ha concluso Giorgio Pastorino (presidente nazionale STS-FIT) – fonte: Agimeg.it

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2 COMMENTI

  • Andrea
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    Mamma sanrtissima, prima di tutto dovreste modificare la lettera maiuscola su ogni parola, ma detto questo, titolare “Le aziende del gioco legale sono le prime a voler contrastare la ludopatia, non il contrario” è qualche cosa di agghiacciante e sconcertante.

    • Marcel Vulpis
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      Non credo sia agghiacciante, ritengo che sia la verità. Parliamo infatti di aziende legali (quelle autorizzate da AAMS), che hanno il diritto di fare pubblicità nei limiti consentiti dalla legge e seguendo le normative vigenti. Sostengo che chi intende giocare e lo fa abitualmente se non giocasse sulle piattaforme legali lo farebbe a prescindere su quelle illegali. Ergo molto meglio che venga monitorato dalle aziende del gioco legali. La domanda è: chi si occupa di ludopatia (anche in modo egregio) si è mai confrontato con queste aziende per individuare il tracciato di un percorso condiviso? Io non credo. Se non c’è dialogo, allora anche si occupa di ludopatia sta sbagliando. Detto questo sono a) un liberale b) non sono uno scommettitore o un giocatore da slot e casinò – quindi sono assolutamente neutrale rispetto a tutti. In questo spazio cerco di creare una “isola” di confronto e di dialogo. Questo è il senso del blog Nongiochiamo.it nato nelle ultime ore sul web.