Lega Pro a caccia di risorse nel mondo delle scommesse sportive

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«Chiediamo al Governo che ci sostenga attraverso provvedimenti» come «nuove forme di contribuzione al calcio (1% dell’ammontare degli introiti delle scommesse)». È quanto scrive in una nota la Lega Pro, spiegando che «le gare in programma dall’11 al 13 gennaio si giocheranno regolarmente perché questo è il nostro primario scopo e perché i tifosi hanno il diritto di emozionarsi allo stadio.

Rimane fermo lo stato di agitazione che valuteremo con quali forme attuare nel prossimo futuro». Con lo stato di agitazione dichiarato a dicembre «abbiamo voluto prendere una decisa posizione e lo abbiamo potuto fare perché, in questi mesi, abbiamo acquisito credibilità per le regole introdotte ed applicate e gli atti di risanamento posti in essere».

Secondo la Lega Pro «le nostre richieste e proposte non hanno avuto il riscontro che auspicavamo». Dunque «il quesito aperto è tremendamente semplice: o si trovano risorse per questa esperienza originale del calcio italiano o bisogna ridurre il numero dei club contribuendo a peggiorare la qualità sociale dell’Italia, non solo del calcio» (fonte: Agipronews)

Ancora una volta il mondo del calci,o soprattutto quello di categoria diversa dalla Serie A, è a “caccia” di risorse e prova a pescare nel settore delle scommesse sportive già fortemente tartassato dai prelievi erariali imposti dallo Stato. Non riuscendo a trovare un suo modello di gestione e sostenibilità economica cerca di pescare in altri mondi, come quello del betting.