L’illegale “parassita” del gioco legale in Italia. GDF scopre 2.693 violazioni

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Oltre a doversi rapportare obbligatoriamente alle nuove norme (sicuramente di taglio “proibizionista”) inserite nel pacchetto del Decreto Dignità, l’industria del gioco legale, pubblico e autorizzato, conduce, da sempre, una “battaglia parallela” contro il gioco irregolare e peggio ancora “illegale” (nella stragrande maggioranza dei casi sotto il controllo della criminalità organizzata).

Importante è il supporto che il mondo del gioco legale sta ottenendo grazie ai costanti e ripetuti interventi di “contrasto” delle forze dell’ordine (con la Guardia di Finanza in primo piano in questa battaglia a sostegno della legalità).

Nel 2018, nel segmento delle “scommesse illegali”, sono stati messi in campo ben 9.777 interventi. Sono state rilevate 2.693 violazioni, pari al 27,5% dei controlli effettuati. Questi interventi si sono conclusi con 52 misure restrittive e un provvedimento di sequestro dei beni nell’ordine di 1 miliardo di euro.

In totale 1 operazione su 3 di quelle esaminate dalla GDF sono risultate soggette ad attività “illegali”. Confermando la tesi che il gioco legale debba sempre (purtroppo) difendersi da questo “sommerso” irregolare/illegale.

La pubblicità e la comunicazione delle aziende del gioco è proprio per “aiutare” gli utenti a distinguere le piattaforme legali da quelle irregolari. Tema assolutamente non considerato dall’Esecutivo quando ha scritto le norme del Decreto Dignità. 

Le investigazioni hanno permesso di accertare un volume di giocate illecite, su eventi sportivi e non, di oltre 4,5 miliardi di euro.

Spesso queste attività totalmente “illegali” sono finalizzate o create appositamente per il trasferimento fraudolento di valori, al riciclaggio, per l’autoriclaggio, per l’illecita raccolta di scommesse online e conseguente fraudolenta sottrazione ai prelievi fiscali dei guadagni conseguiti.