L’ipocrisia della legge regionale piemontese. Vincoli e divieti sugli esercenti locali, ma a pochi km c’è il Casinò di Locarno

lipocrisia-della-legge-regionale-piemontese-vincoli-e-divieti-sugli-esercenti-locali-ma-a-pochi-km-ce-il-casino-di-locarno

L’Italia è anche questo che vi sto per raccontare e che è stato ben rappresentato in un articolo a firma di Roberto Cota sul quotidiano “Libero“. La legge regionale del Piemonte in materia di “gioco” vieta qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio delle sale da gioco e scommesse o all’installazione degli apparecchi da gioco di cui all’art. 110 c.6e 7 r.d. 773/31. Eppure si legge sul quotidiano, che, in questi giorni, sulle pensiline dei bus del Comune di Cannero Riviera (provincia del Verbano-Cusio-Ossola) si possono notare cartelloni pubblicitari relativi alle attività del Casinò di Locarno in Svizzera. Quindi di fatto vietiamo attraverso una legge anti-ludopatia promozioni di qualsiasi tipo agli esercenti italiani, ma con l’altra mano si incassano soldi da imprenditori stranieri che svolgono la medesima attività merceologica.

Al netto della mancanza di controllo e di vigilanza sulla legge in materia, non vi sembra che vi sia un pizzico di ipocrisia? Mi sono divertito a vedere quanto dista questo comune che decliva dolcemente sulle sponde del lago Maggiore dal confine rossocrociato. Secondo Google, la prima frontiera Svizzera è a 7 km (in quel di Brissago) e si arriva in bus a Locarno in appena 75 minuti. Quindi, in Italia, gli operatori del gioco devono rispettare le regole, appena 7 km fuori l’Italia tutto è possibile.

Quello che è incredibile in questo Paese è che c’è spesso una visione “giacobina” in qualsivoglia testo normativo, poi però basta essere “stranieri” e tutto è possibile. Leggi a due velocità e con due orientamenti (di fatto differenti).