Lo Stato inizia a vigilare sulle criptovalute, censendo gli operatori. Timori di riciclaggio e finanziamento del terrorismo

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«Il censimento e l’avvio del registro consentiranno anche di vigilare meglio sul rispetto delle regole da parte degli operatori e daranno loro certezza sull’esercizio legale della propria attività». Lo ha spiegato Roberto Ciciani, direttore della Direzione Generale competente in materia di prevenzione dei reati finanziari, commentando la pubblicazione dello schema di decreto ministeriale sul sito del Dipartimento del Tesoro del MEF. «C’è un presupposto comune agli interventi regolatori sulle valute virtuali e sui compro-oro: entrambi rispondono alla necessità di censire puntualmente e dettagliatamente nuovi fenomeni, capirne le dimensioni, comprenderne anche la diffusione sul territorio», spiega. In particolare «per quanto concerne le criptovalute, con i relativi rischi di utilizzo per fini illeciti, quali il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, la normativa italiana già prevede che i prestatori di servizi relativi alla valuta virtuale siano  annoverati tra i soggetti tenuti all’assolvimento di obblighi di adeguata verifica della clientela e di segnalazione alla UIF (Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia) delle operazioni sospette di riciclaggio e finanziamento del terrorismo». (fonte: Agipronews)