Lotta senza quartiere al gioco illecito e irregolare. Si chiude l’operazione Gioco Sporco 2

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Il gioco illegale e irregolare si conferma una delle piaghe endemiche di questo Paese, con continue azioni di contrasto da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine, anche se la criminalità organizzata prosegue nell’attivare sale gioco abusive e nella totale assenza di regole. Su questo crediamo che il prossimo Governo dovrà porre la propria attenzione, perché il gioco pubblico lecito e regolamentato si muove chiaramente nella direzione opposta ed è  da troppo tempo aggredito proprio da queste attività criminali, che nulla hanno a che fare con il gioco lecito. Significativa per esempio è stata l’operazione di contrasto del gioco illecito denominata “Gioco Sporco 2” (terminata proprio in queste ultime ore), ma bisogna proseguire con questa tipologia di attività. 

“L’operazione è iniziata circa sei mesi, con controlli sul posto esterni, con sopralluoghi, pedinamenti e riprese fotografiche. Successivamente, negli ultimi giorni, sono stati eseguiti i veri controlli accedendo ai locali e con perquisizioni interne nel caso in cui vi erano dei reati”. Precisa ad Agimeg il capitano Atalarico, comandante della Guardia di Finanza di Barcellona Pozzo di Gotto, in merito all’operazione denominata “Gioco sporco 2”, che ha permesso di individuare otto centri scommesse clandestini tra i comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Terme Vigliatore e Merì, nella provincia di Messina. Nell’ambito di tale operazione sono state sei le persone denunciate, a vario titolo, alla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto per esercizio abusivo di gioco e scommesse e per ulteriori violazioni penali alla disciplina sui giochi. Nel complesso sono state contestate sanzioni amministrative pecuniarie per oltre 150mila euro e sottoposti a sequestro dodici postazioni scommesse e cinque videopoker. “Vengono elevate sanzioni amministrative nel caso in cui non ci sia la raccolta delle scommesse, ma vengono messe a disposizione dei clienti delle strutture e delle componenti informatiche connesse alla rete telematica che consentono di giocare direttamente a siti privi di concessione. In questo caso è fondamentale vedere, soprattutto sul computer, la cronologia, ma in alcuni casi veniva cancellata. Siamo andati, quindi, ad individuare collegamenti diretti. Nel caso in cui si accedeva ad un browser, cliccando su alcuni pulsanti, era possibile collegarsi a questi siti di scommesse direttamente, senza passare per registrazioni, evitando tracce. L’apporto dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli è stato tecnico e informatico nell’analisi di questi computer, per trovare queste tracce che i gestori delle sale hanno cercato di occultare”, ha aggiunto. “Per alcuni centri scommesse risultati irregolari c’è stata solo la sanzione amministrativa, non la denuncia. E’ seguito comunque anche il sequestro. Il sequestro non avviene sulla struttura, ma sulle postazioni utilizzate per compiere il reato. Ovviamente poi la struttura è inutilizzabile, si tratta però di un sequestro probatorio non si può quindi bloccare la struttura, ma vengono bloccate tutte le strutture interne che la rendevano funzionante”. “Il totale delle sanzioni elevate è di 150mila euro. I centri sono stati multati per aver consentito il collegamento alla rete telematica, si tratta delle violazioni della normativa del cosiddetto ‘Decreto Balduzzi’. Una sanzione di 20mila euro – ha concluso – è stata elevata per la presenza di un minore in una sala, circa 40mila euro per l’installazione di videopoker, il resto per i computer collegati a rete telematica a soggetti privi di concessione per raccolta scommesse“.