Ma adesso caro Ministro il problema del Paese è la pubblicità sul gioco?

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“Almeno fermiamo le tentazioni…”, dice il mnistro Luigi Di Maio (MISE/Lavoro), parlando su Facebook dei rischi (quali?) connessi al gioco d’azzardo. Certo se siamo arrivati a fermare le tentazioni, un po’ il tutto mi spaventa (concettualmente parlando). Non credo che il problema del Paese sia la pubblicità del gioco, mi concentrerei piuttosto sulle decine di dossier che sono già sul tavolo del MISE, e, soprattutto, dei nuovi “problemi” (vedi 150 licenziamenti in arrivo alla Valtur di lavoratori). Credo che su questo si dovrebbe concentrare la pro-attività del Governo, più che su disquisizioni che lasciano il tempo che trovano, come quella sulla pubblicità. Non scherziamo veramente. Il gioco e i suoi operatori legali seguono da tempo tutte le regole, così come normative imposte dallo Stato. Lo Stato però non distrugga un comparto industriale di alto profilo, cavalcando battaglie mediatiche che poggiano su idee molto fragili oltre che contestabili. 

Vedo ogni ora, ovunque mi giri, persone famosissime e che stimo tantissimo fare pubblicità per il gioco. Il problema del gioco è che più si è disperati e più si gioca, più non si hanno soldi e più ci si indebita per giocare. Il poker o l’azzardo online è diventato uno dei più grandi rischi della nostra società. Si può giocare comodamente da casa, almeno fermiamo le tentazioni, le pubblicità. A questo aggiungeremo altre iniziative con il vice ministro e sottosegretario all’Economia e la ministra della Salute”. E’ quanto ha sottolineato, in un video postato sul social Facebook, il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio. “Non possiamo rendere il gioco del tutto illegale, finirebbe nelle mani delle organizzazioni criminali, ma possiamo dire basta alla pubblicità