Maggiore collaborazione tra mondo dello sport e forze dell’ordine sul tema della corruzione

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«Il sistema di scommesse è basato sulla fiducia pubblica ed è regolamentato a livello governativo. Quindi lo sforzo per mantenere in ambito lecito il sistema delle scommesse e degli eventi sportivi non deve essere solo a cura del privato, né solo di club o federazioni, ma deve essere pubblico».

A sostenere questa tesi è Ugo Taucer, procuratore generale del Coni, nel suo intervento al World Congress on Global Leadership & Anticorruption in Sport, in programma nelle ultime ore a Roma. Per realizzare un contrasto ottimale a scommesse illecite e matchfixing, sostiene Taucer, bisogna migliorare lo scambio di informazioni tra il mondo dello sport e le forze dell’ordine: «Il trattato di Macolin, ratificato di recente dall’Italia, introduce proprio il principio della collaborazione pubblico-provato nel contrasto alla corruzione nello sport. Il problema è che quando gli organismi sportivi vengono a conoscenza di flussi anomali di scommesse, si trovano in difficoltà a collegare questi flussi con le identità dei titolari dei relativi conti di gioco. Un maggiore scambio di informazioni con le forze dell’ordine sarebbe in questi casi auspicabile, anche perché il mondo dello sport in questo modo potrebbe segnalare ipotesi di illecito sportivo che magari sfuggono alla conoscenza della polizia».