Manovrina: nella bozza del decreto l’art.6 suona come una “mazzata” all’industria del gioco

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La mano pesante dello Stato sull’industria del gioco, con l’occhio rivolto alla “manovrina”. E’ previsto l’nnalzamento del Preu (Prelievo erariale unico) per slot (dell’1%) e Vlt (di 0,5%) e tassa sulle vincite superiori ai 500 euro al 12%.

Sono alcune delle disposizioni in materia di giochi contenute nell’articolo 6 della bozza della “manovrina“. Si legge che “La misura del prelievo erariale unico (Preu, ndb) sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, è fissata in misura pari al 18,5% dell’ammontare delle somme giocate. La misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b), del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, è fissata in misura pari al 6% dell’ammontare delle somme giocate”.

Raddoppia poi la tassa sulle vincite: “La ritenuta sulle vincite del lotto di cui all’articolo 30, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 è fissata al 12%.

E’ chiaro che il Governo, per rispondere alle richieste dell’UE, doveva mettere le mani nelle tasche di quei pochi settori ancora non in “rosso”. Tra questi c’è l’industria del gioco, che, come ho già sottolineato, è diventato un vero e proprio bancomat di natura pubblica. E’ il gioco d’azzardo infatti a contribuire, in misura importante (tra i 700 e gli 800 milioni di euro), alla costituzione di quella torta da 3,4 miliardi di euro, che ci chiede l’Europa. Adesso il timore è soprattutto per il prossimo ottobre, quando l’Italia dovrà versare la seconda parte (quella più consistente) di 20 miliardi di euro. Ancora una volta sarà l’industria del gioco a pagare?