Mantero (M5S) ma lo sai almeno che esiste già il Decreto Dignità? Non hanno pace purtroppo

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Senza limiti. E’ l’unico commento che possiamo dare di questa proposta di legge senza senso, oltre che offensiva per gli operatori dell’industria del gioco, portata avanti da Matteo Mantero (M5S), che chiede di andare anche oltre il dettato del Decreto Dignità messo in campo dal suo capo politico (Luigi Di Maio). Per Mantero non bisogna neppure aspettare le date del 1° gennaio 2019 (quando si fermeranno le sponsorizzazioni) e del 1° luglio 2019 (bannate anche le pubblicità). Non ce la fa proprio ad aspettare. Perché forse ha paura che scappi qualcuno dal Paese. Come avevamo previsto si sta andando sempre più verso un proibizionismo severo e rigido, altro che tavoli di concertazione con l’industria del gioco. 

 

«È necessario bloccare immediatamente ogni forma di pubblicità a qualsiasi gioco d’azzardo, in quanto incompatibile con i rischi che ne derivano e con il danno sociale conseguente, ma anche quale essenziale testimonianza sui reali valori perseguiti nell’ordinamento giuridico italiano». È quanto si legge nel testo della proposta di legge del senatore Matteo Mantero (M5S) – nella foto –  recante “Introduzione del divieto della propaganda pubblicitaria dei giochi con vincite in denaro”. Il provvedimento vieta «qualsiasi forma, diretta o indiretta, di propaganda pubblicitaria, di ogni comunicazione commerciale, di sponsorizzazione o di promozione di marchi o prodotti di giochi con vincita in denaro, offerti in reti di raccolta, sia fisiche sia online», pena una «sanzione amministrativa pecuniaria da 50mila a 500 mila euro», irrogata «al soggetto che commissiona la comunicazione commerciale, la pubblicità, la sponsorizzazione o la promozione, al soggetto che le effettua, nonché al proprietario del mezzo con il quale esse sono diffuse». I proventi derivanti dall’applicazione delle sanzioni saranno «destinati alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d’azzardo». (fonte: Agipro)