Match-Fixing: Baranca (FederBet) non le manda a dire alla Lega Pro. Chiede un cambiamento nelle procedure

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Pubblico una lunga intervista apparsa su TuttoLegaPro.com, dove il segretario generale di Federbet (anti-match fixing organisation con sedi a Bruxelles e Barcellona) parla dei flussi anomali di scommesse sul match Parma-Ancona, ma, soprattutto, di come si potrebbe evitare nel calcio italiano di incorrere ciclicamente nel fenomeno-piaga del match-fixing.

Di seguito il testo dell’intervista apparsa nelle ultime ore.

Francesco Baranca, segretario generale di Federbet, l’agenzia europea specializzata nel contrasto al match-fixing, ritorna a parlare di scommesse sospette e movimenti di quote anomali a TuttoLegaPro.com. E lo fa in seguito ai fatti di Parma-Ancona, ancora tutti da decifrare, svelando di essere in possesso dei nominativi di chi ha effettuato le giocate vincenti da migliaia di euro.

Né prima né dopo i fatti di Parma-Ancona, con le anomalie riscontrate nei flussi di scommesse, avete comunicato nulla. Una scelta precisa?

“Come ci è stato chiesto più volte in passato, non abbiam più parlato di Lega Pro e, per questo, non abbiamo anticipato nulla riguardo Parma-Ancona. Sulla gara in oggetto, a partire da giovedì, abbiam ricevuto dai nostri bookmakers, tra i quali ringrazio DomusBet, segnalazioni che saranno oggetto di denuncia alla giustizia ordinaria: all’interno vi saranno anche i nomi, in nostro possesso, di chi ha effettuato le giocate sospette, vincendo migliaia di euro grazie al segno 2 e al risultato esatto 0-2.
Si tratta comunque di una storia strana, con giocate concentrate in determinate zone e con una condotta di gara da parte delle due squadre che non sembra dover portare al 2-0 finale. Però siamo stupiti dai soldi giocati sulla vittoria dei dorici e anche sul risultato esatto.
Purtroppo c’è un senso di precarietà e di insicurezza che i bookmakers affrontano nel quotare tutti i match in singola della Lega Pro, al contrario di quanto accade in Serie B che, negli ultimi anni, ha fatto grandi progessi. Le grandi vittime del calcioscommesse, comunque, restano sempre le società che non hanno un protocollo per difendersi da eventuali comportamenti sbagliati dei loro tesserati. Non parlo di Parma, visto che ancora non sappiamo di cosa sia successo, ma dei numerosi scandali del passato recente”.

Quale sarebbe stato il comportamento più logico, secondo lei, da adottare?

“La procedura corretta sarebbe quella di avvertire immediatamente la società, non dopo che la partita è finita o quando sta per partire l’inchiesta. Si avvisa il club che sono in atto movimenti anomali: il tutto senza accusare nessuno ma permettendo alla società di autotutelarsi, in modo che possa sin da subito dimostrare di essere estranea a eventuali frodi. In questo caso, chi ha intenzione di far qualcosa di sbagliato, sapendo che la società lo controlla tramite qualcuno all’esterno, perde la voglia di compiere illeciti.

E non lo diciamo tanto per dire: nel caso passato della Pro Patria, ad esempio, siamo stati i primi ad accorgersi che qualcosa non andava e abbiamo anche dato una mano alla nuova società bustocca nell’ottenere addirittura l’assoluzione nel processo sportivo. Il club, infatti, si è autodenunciato in seguito alla nostra segnalazione, dimostrando che non voleva più avere sospetti. È una procedura che, indirettamente, aiuta i calciatori a non finire nei guai visto che i bookmakers, considerati parte offesa in eventuali processi, potrebbero chiedere i danni agli stessi calciatori.

A proposito del Parma, ci tengo a sottolineare che ho apprezzato molto il comportamento esemplare dei ducali nell’ultimo anno in Serie A, quando, già retrocessi, non diedero mai adito a dubbi. Capitan Lucarelli, che ha vissuto quel brutto periodo della storia gialloblù, in conferenza stampa ha chiesto perché non siano stati avvertiti prima visto che in tanti scommettevano da giorni sul match. Se vuole un supplemento di chiarezza da parte nostra siamo a loro completa disposizione”.

Oltre a Parma-Ancona vi sono stati anche altri movimenti estranei di quota in questo finale di stagione?

“Si, esattamente come l’anno scorso e, naturalmente, le inseriremo nella denuncia che ormai puntualmente presentiamo alle Forze dell’ordine. In questa stagione non c’è un filotto di movimenti anomali da parte di un solo club, come accadde col Messina nella passata stagione, ma la sfiducia verso il sistema resta grande. Basti pensare alla psicosi dell’ultimo week-end di gare, con una serie di partite indicate come sospette pur non essendoci nulla di anomalo”.

Riguardo la passata stagione, sembra che a Messina anche la Guardia di Finanza abbia messo nel mirino alcuni match del Messina. Avete novità?

“Al momento no. Però sembra che una parte delle partite da noi denunciate siano inserite nell’inchiesta. Già per “I treni del gol” e per “Dirty Soccer” le nostre denunce si andarono a sovrapporre a inchieste già esistenti. Per noi questo è sintomo di grande cooperazione con le forze dell’ordine e fiducia nella magistratura. Dispiace doversi rivolgere sempre a organi esterni ma bisogna decidere chi, all’interno del mondo del calcio, vuole fare il lavoro di pulizia. Alla Lega Pro, ad esempio, non contesto il non voler lottare contro i fenomeni di match-fixing ma la poca chiarezza nelle procedure e la scarsa conoscenza della materia. Ma dopo tutti questi scandali, cosa si aspetta a cambiare? Non è una domanda lecita?”.