Mentre in Italia il gioco (per alcuni proibizionisti) è come il demonio, in Svezia la Nazionale di calcio si affida ad un colosso del settore

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Siamo un Paese molto strano, per certi versi anche assurdo. Si parla ormai di gioco (pubblico) lecito e regolamentato (con soggetti che operano esclusivamente attraverso un sistema concessorio regolato appunto dallo Stato), come qualcosa di iper negativo.

I “proibizionisti” (ovvero quei gruppi socio-politici che vorrebbero la chiusura totale del comparto) sono con la pistola puntata da tempo e se il mondo del gioco si permette di sponsorizzare nel pianeta calcio ecco che arrivano puntuali, come dei “cecchini”, la Beccalossi (assessore in regione Lombardia – da tempo paladina dei proibizionisti – con pressing senza senso proprio sulle istituzioni sportive), il Codacons o la Chiesa, che tuona da tempo contro l’industria del gioco. Non si può proprio abbinare il calcio a brand del gioco. E’ praticamente un’offesa. Il perché non si è capito, ma così è. Chi ci prova viene osteggiato e torturato sui media.

Come spesso avviene, il destino però è beffardo: a novembre giocheremo contro la Svezia, il doppio match per i playoff di Russia 2018 (prossima edizione del mondiale di calcio) con una selezione che ha come top sponsor unico “Svenska Spel”, un colosso svedese del gambling (con oltre 13 linee diverse di prodotti e offerte – dalle scommesse sportive, al gioco del lotto, al poker, un’offerta quanto mai ampia). Per il team gialloblù non è assolutamente problema legarsi ad un’azienda del gioco pubblico, anzi è quasi un onore averli come partner. Da noi, invece, si fa di tutto per perderli. Siamo un po’ patetici? Penso proprio di sì…Qualcuno aprirà gli occhi?

A livello sportivo quindi affronteremo la Svezia “orfana” di Ibrahimovic (il suo calciatore sicuramente più rappresentativo). Ma per il ct azzurro (mister Ventura) era l’avversario più ostico insieme all’EIRE. La partita d’andata sarà il 10 novembre in trasferta, il ritorno il 13 a Milano (a San Siro). Chi passa il doppio scontro volerà in Russia. Per Ventura e la FIGC non c’è il piano B, bisogna vincere punto e basta.