Mentre si gioca a far chiudere un settore, con l’ILVA si perdono 30 milioni di euro al mese

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E’ un singolare dicastero, quello guidato dal ministro Luigi Di Maio (M5S), che, alla sua prima esperienza, ha deciso di riunire Lavoro e Sviluppo Economico.

Il capo politico dei 5S è partito lancia in resta con un Decreto Legge (quello “Dignità”), di cui ancora oggi non si è ancora ben compresa l’urgenza, e, tra un dossier e l’altro che gli ha lasciato l’ex n.1 Carlo Calenda (MISE), si divide tra “bastonate” al settore del gioco (Pubblico, Lecito e Regolamentato) e riunioni interminabili alla ricerca di una “quadra” sul caso Ilva.

Nel primo caso, con tutti i divieti inseriti su pubblicità e sponsorizzazioni per le aziende del gioco, il 2019 sarà veramente “nero”, così come per lo Stato italiano, che perderà investimenti e gettito fiscale (nella migliore delle ipotesi, ovvero senza considerare il “regalo” fatto alla malavita organizzata che non vedeva l’ora di erodere quote al comparto “legale”); nel secondo è certificato, che, ogni mese che passa, senza che si trovi una soluzione per l’ILVA, lo Stato perde più di 30 milioni di euro. Voi su cosa vi concentrereste, con un pizzico di “buon senso”? E invece…